5 falsi miti sulla mediazione: vero o falso?

Sulla mediazione circolano molte idee imprecise. Tra professionisti del diritto e privati cittadini, alcune convinzioni si ripetono da anni e finiscono per scoraggiare chi potrebbe trarre vantaggio da questo strumento.

Bianca Scarpelli, avvocato e mediatrice civile e commerciale di ADR Center, ha preso cinque delle affermazioni più diffuse e le ha analizzate una per una nel video qui sotto. Il risultato? Tutte e cinque sono false.

Mito 1: “In mediazione c’è qualcuno che decide chi ha torto o ragione”

Risposta: Falso.

La mediazione non è un processo. Non c’è un giudice, non c’è una sentenza e nessuno è chiamato a stabilire chi ha torto e chi ha ragione.

Il mediatore ha un ruolo diverso: aiuta le parti a esplorare le possibilità, a capire gli interessi di ciascuno e a costruire insieme una soluzione. L’accordo può nascere solo se entrambe le parti lo vogliono. Nessuno può imporlo dall’esterno.

Questo è uno dei vantaggi principali rispetto al giudizio ordinario: le parti mantengono il controllo sull’esito della procedura.

Mito 2: “In mediazione devo per forza trovare un accordo”

Risposta: Falso.

La mediazione è uno spazio di esplorazione, non un obbligo di risultato. Le parti sono libere di valutare infinite strade, anche in modo creativo, senza essere vincolate a raggiungere un accordo.

Se alla fine la mediazione non produce un esito condiviso, ciascuna parte può comunque aver guadagnato chiarezza sulla propria posizione e su quella dell’altro. Non è una sconfitta: è informazione utile per decidere come procedere.

Mito 3: “La mediazione è una perdita di tempo rispetto a un giudizio”

Risposta: Falso.

I tempi di un giudizio ordinario in Italia sono notoriamente lunghi. La mediazione, quando funziona, consente di risolvere la controversia in settimane, non in anni.

Non è uno strumento adatto a tutti i casi, ed è giusto dirlo. Ma quando le condizioni ci sono, la mediazione permette di risparmiare tempo, costi e risorse, sia per le parti sia per il sistema giudiziario.

Mito 4: “Quello che dico in mediazione può essere usato contro di me in tribunale”

Risposta: Falso.

La mediazione si svolge in un contesto riservato. Tutto ciò che viene detto durante le sessioni non viene automaticamente trasferito in un eventuale giudizio successivo.

Questo significa che le parti possono esprimersi liberamente, valutare ipotesi, fare proposte, ammettere dubbi, senza il rischio di compromettere la propria posizione processuale. La riservatezza è una garanzia strutturale della procedura, non una promessa informale.

Mito 5: “La mediazione svilisce il ruolo dell’avvocato, che diventa superfluo”

Risposta: Falso.

L’avvocato in mediazione non scompare: cambia ruolo. Non è il difensore davanti a un giudice, ma è la figura che assiste il proprio cliente nella valutazione dei rischi, nella costruzione di proposte sostenibili e nella redazione di un accordo che sia giuridicamente solido.

Anzi, la qualità dell’assistenza legale in mediazione può fare la differenza tra un accordo fragile e uno che regge nel tempo. La professionalità dell’avvocato non è meno rilevante: è richiesta in modo diverso.

Perché questi miti sono ancora così diffusi?

La mediazione come strumento diffuso è relativamente recente nel contesto italiano, e l’informazione disponibile non è sempre chiara o accessibile. Molti professionisti del diritto l’hanno incontrata per la prima volta come obbligo procedurale, senza approfondirne le logiche. Molti cittadini non ne hanno mai sentito parlare in modo positivo.

Il risultato è che le idee imprecise si trasmettono e si consolidano, anche tra chi dovrebbe conoscere lo strumento.

ADR Center lavora ogni giorno per cambiare questa situazione: attraverso la formazione, la comunicazione e la pratica diretta della mediazione.

Hai bisogno di una mediazione o vuoi saperne di più?

ADR Center è l’organismo di mediazione civile e commerciale Nr. 1 del Registro degli Organismi di mediazione del Ministero della Giustizia.

Se hai una controversia da risolvere o vuoi approfondire come funziona la mediazione nel tuo caso specifico, puoi:

 

FAQ

Cos’è la mediazione civile e commerciale?

La mediazione civile e commerciale è una procedura di risoluzione alternativa delle controversie in cui un mediatore neutrale aiuta le parti a trovare un accordo condiviso, senza che nessuno imponga una decisione dall’esterno.

Il mediatore può decidere chi ha ragione?

No. Il mediatore non ha potere decisionale. Il suo ruolo è facilitare il dialogo tra le parti e aiutarle a esplorare possibili soluzioni. L’accordo finale dipende esclusivamente dalla volontà delle parti.

Cosa succede se in mediazione non si trova un accordo?

Se la mediazione non produce un accordo, le parti sono libere di procedere in altri modi, incluso il ricorso al giudice. Nulla di ciò che è stato detto durante la mediazione può essere usato automaticamente in un giudizio successivo.

La mediazione è riservata?

Sì. La mediazione si svolge in un contesto di riservatezza. Le dichiarazioni, le proposte e le informazioni emerse durante la procedura non vengono trasferite automaticamente in eventuali procedimenti giudiziari.

L’avvocato serve in mediazione?

Sì. L’avvocato ha un ruolo importante in mediazione: assiste il cliente nella valutazione dei rischi e delle opportunità, contribuisce alla costruzione di proposte sostenibili e garantisce che l’accordo finale sia giuridicamente solido.

La mediazione è più veloce di un processo?

In molti casi sì. Quando la procedura produce un accordo, i tempi sono significativamente più brevi rispetto a un giudizio ordinario. Non funziona per tutti i casi, ma quando le condizioni ci sono, consente di risparmiare tempo e risorse.

Cos’è ADR Center?

ADR Center è l’organismo di mediazione civile e commerciale numero 1 iscritto al registro del Ministero della Giustizia in Italia. Offre servizi di mediazione e corsi di formazione professionale nel settore ADR (Alternative Dispute Resolution).

Articoli correlati

Accordo di conciliazione e atto notarile, il notaio Saraceno: «Per le agevolazioni serve un trasferimento con effetti reali immediati»

Leggi l’articolo

Usucapione in mediazione, il notaio Saraceno: «L’accordo non ha efficacia purgativa, le trascrizioni contro l’usucapito restano opponibili»

Leggi l’articolo

la mediazione è la strada del futuro

La mediazione è la strada del futuro: perché gli avvocati devono imparare a negoziare davvero

Per molti anni una parte dell’avvocatura ha considerato la mediazione quasi come un corpo estraneo al proprio lavoro: un passaggio imposto dalla legge, prima di fare causa. Credo che questa visione, fortunatamente, appartenga sempre più al passato. Non perché il processo sia destinato a scomparire e neppure perché tutte le controversie possano essere conciliate. Ci saranno sempre cause che devono essere decise da un giudice, questioni sulle quali è necessario ottenere una pronuncia, parti che non hanno alcuna intenzione di negoziare e situazioni nelle quali, semplicemente, un buon accordo non esiste. Ma pensare oggi che il lavoro dell’avvocato consista essenzialmente nel preparare atti, partecipare alle udienze e attendere una sentenza significa, a mio avviso, guardare a una professione che sta cambiando con gli occhi di ieri.

Leggi l’articolo

Migliaia di avvocati avviano mediazioni con noi. Mettici alla prova.

N.1

del registro al Ministero della Giustizia