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1 gennaio 2007

“Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti”

di Redazione MondoADR
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Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di
comunicazioni elettroniche ed utenti
Allegato A alla delibera n. 173/07/CONS
CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:
a) “Autorità “, l’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni;
b) “Legge”, la legge 31 luglio 1997, n. 249;
c) “Codice”, il Codice delle comunicazioni elettroniche approvato con decreto legislativo 1
° agosto
2003, n. 259;
d) “Codice del consumo”, il Codice del consumo approvato con decreto legislativo 6 settembre
2005, n. 206;
e) “Direzione”, la Direzione tutela dei consumatori dell’Autorità ;
f) “Direttore”, il Direttore della Direzione tutela dei consumatori;
g) “Co.re.com”, i Comitati regionali per le comunicazioni;
h) “operatore”, ogni impresa autorizzata a fornire una rete pubblica di comunicazioni, o una risorsa
correlata o un servizio di comunicazione elettronica o un servizio radiotelevisivo a pagamento;
i) “utente”, ogni persona fisica o giuridica che utilizza o chiede di utilizzare un servizio di comunicazione
elettronica accessibile al pubblico;
j) “utente finale”, ogni utente che non fornisce reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione
elettronica accessibili al pubblico.
k) “rete pubblica di comunicazione”, ogni rete di comunicazione elettronica utilizzata interamente
o prevalentemente per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;
l) “servizio di comunicazione elettronica”, i servizi, forniti di norma a pagamento, consistenti
esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica,
compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate
per la diffusione circolare radiotelevisiva, ad esclusione dei servizi che forniscono contenuti
trasmessi utilizzando reti e servizi di comunicazione elettronica o che esercitano un controllo
editoriale su tali contenuti; sono inoltre esclusi i servizi della società  dell’informazione di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, non consistenti
interamente o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazione elettronica;
m) “servizio universale”, l’insieme minimo di servizi di una qualità  determinata, accessibili a
tutti gli utenti a prescindere dalla loro ubicazione geografica e offerti ad un prezzo accessibile,
così come individuato ai sensi dell’articolo 53 del Codice;
n) “posta elettronica certificata”, ogni sistema di posta elettronica nel quale è fornita al mittente
documentazione elettronica attestante l’invio e la consegna di documenti informatici;
o) “organi di composizione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo”, gli organi
di cui all’articolo 141, commi 2 e 3, del Codice del consumo;
p) “associazioni di consumatori rappresentative a livello nazionale”, le formazioni sociali che
abbiano per scopo statutario esclusivo la tutela dei diritti e degli interessi dei consumatori o
degli utenti iscritte nell’elenco di cui all’articolo 137 del Codice del consumo.
Articolo 2
Ambito di applicazione
1. Ai sensi dell’articolo 1, commi 11 e 12, della Legge, sono rimesse alla competenza dell’Autorità  le controversie
in materia di comunicazioni elettroniche tra utenti finali ed operatori, inerenti al mancato rispetto
delle disposizioni relative al servizio universale ed ai diritti degli utenti finali stabilite dalle
norme legislative, dalle delibere dell’Autorità , dalle condizioni contrattuali e dalle carte dei servizi.
2. Sono escluse dall’applicazione del presente Regolamento le controversie attinenti esclusivamente al
recupero di crediti relativi alle prestazioni effettuate, qualora l’inadempimento non sia dipeso da contestazioni
relative alle prestazioni medesime. In ogni caso, l’utente finale non è tenuto ad esperire il
tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dall’art. 3 per formulare eccezioni, proporre domande
riconvenzionali ovvero opposizione a norma dell’art. 641 c.p.c..
3. Sono, altresì, escluse dall’ambito applicativo del presente regolamento le controversie promosse ai
sensi degli articoli 37, 139 e 140 del Codice del consumo.
CAPO II
TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE
Articolo 3
Richiesta di svolgimento del tentativo obbligatorio di conciliazione
1. Per le controversie di cui all’articolo 2 comma 1, il ricorso in sede giurisdizionale è improcedibile fino
a che non sia stato esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione dinanzi al Co.re.com competente
per territorio munito di delega a svolgere la funzione conciliativa, ovvero dinanzi agli organi di risoluzione
extragiudiziale delle controversie di cui all’articolo 13.
2. Ove il Co.re.com territorialmente competente non sia titolare della delega di cui al comma 1, il tentativo
obbligatorio di conciliazione dovrà  essere esperito dinanzi agli organi di cui all’articolo 13.
3. Il termine per la conclusione della procedura conciliativa è di trenta giorni decorrenti dalla data di
proposizione dell’istanza; dopo la scadenza di tale termine le parti possono proporre ricorso giurisdizionale
anche ove la procedura non sia stata conclusa.
Articolo 4
Competenza per territorio
1. Per determinare il Co.re.com territorialmente competente per l’esperimento del tentativo di conciliazione
di cui all’articolo 2 si ha riguardo al luogo in cui è ubicata la postazione fissa ad uso dell’utente
finale ovvero, negli altri casi, al domicilio indicato dall’utente al momento della conclusione del contratto
o, in mancanza, alla sua residenza o sede legale.
Articolo 5
Provvedimenti temporanei in materia di sospensione del servizio
1. Fermo restando l’obbligo di informare l’utente con congruo preavviso, l’operatore, salvi i casi di frode,
di ripetuti ritardi di pagamento o di ripetuti mancati pagamenti e per quanto tecnicamente fattibile,
può disporre la sospensione del servizio solo con riferimento al servizio interessato dal mancato pagamento.
2. Ai fini del comma precedente:
a. non può intendersi come mancato pagamento il pagamento parziale di una o più fatture da
parte dell’utente, qualora il pagamento omesso riguardi addebiti oggetto di contestazione, con
riferimento ai quali sia pendente una procedura di reclamo ovvero di risoluzione della controversia
ai sensi degli articoli 3 e 14 del presente regolamento;
b. il ritardato o mancato pagamento non può intendersi come ripetuto se nei sei mesi precedenti
la scadenza della fattura in questione i pagamenti sono stati effettuati senza ritardi;
c. si può considerare ritardato unicamente il pagamento avvenuto almeno quindici giorni oltre
la scadenza e fatti comunque salvi i casi di ritardo nella emissione o consegna della fattura.
3. L’utente, contestualmente alla proposizione dell’istanza per l’esperimento del tentativo di conciliazione
ai sensi dell’articolo 3, ovvero nel corso della relativa procedura, può chiedere al Co.re.com
l’adozione di provvedimenti temporanei diretti a garantire la continuità  dell’erogazione del servizio o a
far cessare forme di abuso o di scorretto funzionamento da parte dell’operatore sino al termine della
procedura conciliativa, ai sensi dell’articolo 2, comma 20, lettera e) della legge 14 novembre 1995, n.
481.
4. A pena di inammissibilità  la richiesta dell’utente, per la quale può essere utilizzato il formulario GU5
disponibile sul sito web dell’Autorità  (www.agcom.it), deve contenere le informazioni indicate
all’articolo 7, comma 1, ed essere corredata, ove non presentata contestualmente ad essa, da copia
dell’istanza di conciliazione, della quale deve essere comprovato l’avvenuto inoltro.
5. La richiesta è sottoscritta dall’utente o, in caso di persone giuridiche, dal rappresentante legale o da
persona munita di procura speciale, e deve essere inoltrata con le modalità  di cui all’articolo 7, comma
3.
6. Copia della richiesta va trasmessa, a cura dell’Ufficio, anche a mezzo fax o per via telematica,
all’operatore, assegnando un termine non superiore a cinque giorni per la produzione di eventuali
memorie e documentazione.
7. Il Co.re.com, entro dieci giorni dal ricevimento della richiesta, con atto motivato, adotta un provvedimento
temporaneo, ovvero rigetta la richiesta, inviando copia della decisione alle parti.
8. Nel corso del procedimento possono essere richiesti atti ed informazioni anche ad operatori terzi
che risultino coinvolti nella controversia. Nel caso in cui risulti che la sospensione o l’abuso dipendano
dal comportamento di un operatore diverso da quello citato nell’istanza, il Co.re.com può estendere, su
impulso dell’utente, il procedimento nei confronti del suddetto operatore, applicando i commi 6 e seguenti
del presente articolo.
9. I provvedimenti adottati a norma del presente articolo devono essere eseguiti entro il termine da essi
indicato. In caso di inottemperanza il Co.re.com competente ne informa tempestivamente la Direzione.
Il contravventore è punito ai sensi dell’art. 1 comma 31 della Legge.
10. Nel caso in cui il Co.re.com competente per territorio non sia titolare della delega a svolgere
l’attività  conciliativa di competenza dell’Autorità , l’istanza di adozione di provvedimenti temporanei di
cui al precedente comma 2, corredata della copia dell’istanza di conciliazione comprovatamente depositata
presso gli organismi di conciliazione di cui all’art. 13, può essere presentata alla Direzione, che
provvede ai sensi dell’articolo 21.
Articolo 6
Effetti della proposizione del tentativo obbligatorio di conciliazione
1. La proposizione del tentativo obbligatorio di conciliazione, ai sensi dell’articolo 1, comma 11, della
Legge, sospende i termini per agire in sede giurisdizionale fino alla scadenza del termine per la conclusione
della procedura di cui al terzo comma dell’articolo 3.
Articolo 7
Procedura di conciliazione dinanzi al Co.re.com
1. Nell’istanza presentata al Co.re.com che introduce il procedimento di conciliazione devono essere
indicati, a pena di inammissibilità : il nome, il cognome e la residenza o il domicilio dell’utente, il numero
dell’utenza in caso di servizi telefonici, la denominazione e la sede dell’operatore. L’istanza deve
essere accompagnata da fotocopia di un documento di identità  dell’utente interessato.
2. Nell’istanza devono essere altresì indicati:
a. i fatti che sono all’origine della controversia tra le parti;
b. gli eventuali tentativi già  esperiti per la composizione della controversia;
c. le richieste dell’istante;
d. i documenti che si allegano.
3. L’istanza, a pena di inammissibilità , è sottoscritta dall’utente o, per le persone giuridiche, dal rappresentante
legale, ovvero da un rappresentante munito di procura speciale, conferita con atto pubblico
o con scrittura privata autenticata, ed è consegnata a mano contro rilascio di ricevuta ovvero inviata
a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a mezzo fax o tramite posta elettronica certificata.
4. L’istanza può anche essere inoltrata compilando il formulario UG, disponibile sul sito ufficiale
dell’Autorità  (www.agcom.it) e presso gli uffici dei Co.re.com.
5. Il Co.re.com, qualora ravvisi una causa di inamm issibilità  dell’istanza, entro dieci giorni dalla presentazione
della stessa, dichiara, con atto motivato, l’improcedibilità  del tentativo di conciliazione,
comunicandolo all’istante.
Articolo 8
Avviso di convocazione delle parti
1. Il Co.re.com, verificata l’ammissibilità  della domanda, comunica alle parti, entro sette giorni lavorativi
dal ricevimento dell’istanza e con le medesime modalità  di cui all’articolo 5, comma 6, l’avviso di
convocazione per l’esperimento del tentativo di conciliazione, da tenersi non prima di sette giorni lavorativi
dal ricevimento della predetta comunicazione.
2. In tale avviso sono specificamente indicati:
a. la data di iscrizione al protocollo dell’istanza;
b. la data e il luogo fissati per la conciliazione;
c. l’oggetto della procedura;
d. il responsabile del procedimento;
e. le modalità  di comunicazione dell’adesione alla procedura, ai sensi del successivo comma 3;
f. la data entro la quale deve concludersi il procedimento e gli ulteriori rimedi esperibili;
g. l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.
3. La parte che non ha proposto l’istanza, entro cinque giorni dalla data dell’udienza, con le modalità
indicate nell’avviso di convocazione, ha l’onere di comunicare al Co.re.com la propria volontà  di partecipare
alla procedura conciliativa. In mancanza di tale comunicazione, ovvero in caso di dichiarazione
esplicita di non voler aderire al tentativo di conciliazione, trasmessa entro il medesimo termine, il responsabile
del procedimento redige un verbale con il quale dà  atto dell’esito negativo del tentativo di
conciliazione, trasmettendolo tempestivamente alla parte istante.
Articolo 9
Udienza di conciliazione
1. In udienza le parti intervengono personalmente, ovvero, in caso di persone giuridiche, in persona del
loro legale rappresentante. Le parti possono inoltre farsi rappresentare da soggetti muniti di procura
generale o speciale purchè idonea a conciliare o transigere la controversia, conferita con atto pubblico
o con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata corredata della fotocopia di un documento
di identità  del delegante. Le parti, inoltre, possono farsi assistere da consulenti o rappresentanti
delle associazioni di consumatori.
2. L’udienza può svolgersi anche in videoconferenza con le modalità  stabilite da apposito provvedimento.
3. L’udienza si svolge dinanzi al responsabile del procedimento, che per il compimento di uno o più atti
può avvalersi di persona da lui delegata. Il responsabile del procedimento invita le parti ad esporre le
rispettive ragioni, al fine di chiarire i punti di contrasto e di individuare una soluzione reciprocamente
accettabile.
4. In qualsiasi fase della conciliazione il responsabile del procedimento può suggerire alle parti una o
più soluzioni alternative per la composizione della controversia.
5. Su richiesta motivata anche di una sola delle parti il responsabile del procedimento può fissare
un’ulteriore udienza.
6. Nel corso dell’udienza ciascuna delle parti può abbandonare la conciliazione, chiedendo al responsabile
del procedimento di procedere ai sensi dell’articolo 12, comma 3.
Articolo 10
Riunione delle procedure pendenti
1. Il Co.re.com, sentite le parti interessate, può disporre, compatibilmente con i termini di cui al comma
2 dell’art. 3, la riunione di più procedimenti pendenti dinanzi a sè ed aventi ad oggetto controversie
omogenee.
Articolo 11
Limiti di utilizzabilità  delle informazioni acquisite nel corso della procedura
1. Salvo diverso accordo tra le parti, nessuna di esse può utilizzare, in occasione di altro procedimento
arbitrale o di giudizio promosso dinanzi all’autorità  giudiziaria o a qualsiasi altra autorità  indipendente,
le dichiarazioni e le offerte effettuate nel corso della procedura di conciliazione al fine di pervenire
ad una composizione bonaria della controversia.
Articolo 12
Esito della conciliazione
1. Se la conciliazione ha esito positivo, è redatto un verbale in cui si indicano i punti controversi e si dà
atto dell’accordo, specificandone il contenuto.
2. Il verbale di conciliazione, sottoscritto, oltre che dalle parti, dal responsabile della procedura designato
dal Co.re.com territorialmente competente, o dal suo delegato, che certifica l’autografia delle
sottoscrizioni, costituisce titolo esecutivo ai sensi dell’articolo 2 comma 24, lettera b, della legge n. 481
del 1995.
3. Se in udienza non si raggiunge l’accordo, su tutti o alcuni dei punti controversi, il responsabile del
procedimento redige un verbale in cui si annota che la controversia è stata sottoposta a tentativo di
conciliazione e si prende atto che non è stato raggiunto un accordo. Nel processo verbale le parti po ssono
indicare la soluzione parziale sulla quale concordano.
4. Se una o entrambe le parti non si presentano in udienza, il responsabile del procedimento redige un
verbale in cui dà  atto dell’esito negativo della procedura di conciliazione, salvo che l’assenza non sia
dipesa da giustificati motivi prontamente comunicati, nel qual caso il responsabile del procedimento
fissa una nuova udienza per la prima data disponibile, dandone comunicazioni alle parti.
Articolo 13
Conciliazione presso altri organismi di conciliazione
1. In alternativa alla procedura conciliativa dinanzi al Co.re.com, gli interessati hanno la facoltà  di esperire
il tentativo obbligatorio di conciliazione, anche in via telematica, dinanzi agli organi di composizione
extragiudiziale delle controversie in materia di consumo, di cui all’articolo 1, lettera o, del presente
Regolamento.
2. Allo stesso fine, l’utente ha altresì la facoltà  di rivolgersi agli organismi istituiti con accordi tra gli
operatori ed associazioni di consumatori rappresentative a livello nazionale, purchè detti organismi
operino a titolo gratuito e rispettino i principi di trasparenza, equità  ed efficacia di cui alla Raccomandazione
2001/310/CE.
3. L’elenco aggiornato degli organi di cui ai commi precedenti è reso disponibile sul sito web
dell’Autorità .
4. Gli organismi istituiti a norma del comma 2 vengono iscritti nell’elenco di cui al comma precedente
su presentazione di apposita istanza, firmata dalle parti, corredata dell’intesa raggiunta dall’operatore
con almeno due terzi delle associazioni di consumatori rappresentative a livello nazionale e di copia
del Regolamento di procedura, previa verifica di aderenza ai principi di cui al comma 2.
5. L’istanza, con le medesime formalità , deve essere rinnovata con cadenza biennale. In difetto di domanda
di rinnovo, l’Autorità , senza formalità , opera la cancellazione dell’organismo dall’elenco di cui
al precedente comma 3.
6. Su segnalazione di chiunque vi abbia interesse, l’Autorità  può disporre la cancellazione dall’elenco
degli organismi nei confronti dei quali accerti il mancato rispetto dei principi elencati al comma 2.
CAPO III
DEFINIZIONE DELLE CONTROVERSIE
Articolo 14
Istanza di definizione della controversia
1. Qualora il tentativo di conciliazione abbia avuto esito negativo, o per i punti ancora controversi nel
caso di conciliazione parziale, le parti congiuntamente, o anche il solo utente, possono chiedere
all’Autorità  di definire la controversia.
2. Il deferimento della soluzione della controversia all’Autorità  non può essere promosso ove siano decorsi
più di sei mesi dalla data di conclusione del tentativo di conciliazione, ovvero qualora per il m edesimo
oggetto e tra le stesse parti sia stata già  adita l’Autorità  giudiziaria.
3. L’istanza con cui viene deferita all’Autorità  la risoluzione della controversia deve essere inoltrata alla
Direzione con le modalità  di cui all’articolo 7, comma 3 e deve rispondere a tutti i requisiti di cui al
medesimo articolo.
4. L’istanza deve, inoltre, indicare gli estremi del verbale di mancata conciliazione o di soluzione pa rziale
della controversia.
5. L’istanza può essere inoltrata anche compilando il formulario GU14, disponibile sul sito ufficiale
dell’Autorità  (www.agcom.it).
Articolo 15
Avvio del procedimento
1. Il Direttore assume direttamente ovvero assegna ad altri la responsabilità  del procedimento.
2. Il responsabile del procedimento, verificata l’ammissibilità  dell’istanza, entro dieci giorni dal ricevimento
della stessa trasmette alle parti, anche a mezzo fax o per via telematica, l’invito a comparire
all’udienza fissata per la discussione della controversia.
3. In tale avviso, che dovrà  pervenire alla parte almeno quindici giorni prima dell’udienza, sono specificamente
indicati:
a. la data di deposito dell’istanza;
b. l’oggetto della procedura;
c. la data e il luogo fissati per l’udienza;
d. l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti;
e. il responsabile del procedimento;
f. il termine di conclusione del procedimento.
4. Unitamente all’avviso di cui ai commi precedenti la Direzione trasmette alla parte convenuta copia
dell’istanza depositata, nonchè degli allegati che non siano già  nella sua disponibilità .
5. Qualora la controversia concerna operatori od utenti di altri Stati dell’Unione europea, la Direzione
coordina la propria attività  con quella delle Autorità  eventualmente coinvolte, comunicando l’avvio del
procedimento ed acquisendone le relative osservazioni.
Articolo 16
Procedura
1. Il termine per l’adozione del provvedimento finale è di novanta giorni decorrenti dalla data di deposito
dell’istanza.
2. Le parti hanno facoltà  di presentare memorie e depositare documenti, a pena di irricevibilità , fino a
cinque giorni prima dell’udienza di cui all’articolo 15.
3. I documenti depositati nel corso del procedimento sono integralmente accessibili dalle parti in causa,
ad eccezione dei dati sensibili e giudiziari, ai sensi dell’art. 4 del decreto legislativo 30 giugno 2003,
n. 196, recante il “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
4. Le parti compaiono all’udienza di discussione personalmente ovvero, in caso di persone giuridiche,
in persona del legale rappresentante; esse possono farsi rappresentare da soggetti muniti di procura
generale o speciale purchè idonea a conciliare o transigere la controversia, conferita con atto pubblico
o con scrittura privata autenticata ovvero con scrittura privata corredata della fotocopia di un documento
di identità  del delegante.
5. All’udienza le parti sono ammesse ad illustrare oralmente le rispettive posizioni e possono farsi assistere
da consulenti o rappresentanti delle associazioni di consumatori.
6. Al termine dell’udienza il responsabile del procedimento redige sintetico processo verbale.
Articolo 17
Mancata comparizione di una delle parti
1. Il fatto che una delle parti non si presenti o si astenga dal far valere in udienza le proprie ragioni non
può essere interpretato come accettazione delle ragioni della controparte, nè come rinuncia all’istanza.
In tal caso la controversia è comunque definita alla luce di quanto risulta dalla documentazione acqu isita
agli atti e tenuto conto delle difese scritte svolte dalle parti.
Articolo 18
Attività  istruttoria
1. Se nel corso dell’udienza di discussione oppure nelle precedenti fasi della procedura emerge la necessità ,
ai soli fini istruttori, di assicurare la partecipazione al procedimento di altri soggetti interessati,
il responsabile del procedimento provvede, se del caso, a convocarli in udienza.
2. Nel caso in cui il responsabile del procedimento disponga l’acquisizione di documenti, perizie o altri
elementi conoscitivi, ne è data comunicazione alle parti del procedimento ed il termine per la definizione
della controversia è sospeso per il tempo necessario alla relativa acquisizione, comunque non
superiore a sessanta giorni. Nei casi suddetti, gli oneri economici necessari per il compimento delle perizie
sono anticipati dalla parte che ne ha fatto richiesta ovvero, se disposte d’ufficio, provvisoriamente
ripartiti secondo equità .
3. Le parti possono nominare, dandone comunicazione all’Autorità  entro cinque giorni dalla comunicazione
di cui al comma 2, un proprio consulente tecnico, il quale può assistere a tutte le operazioni
svolte dal consulente nominato dall’Autorità  e presentare relazioni scritte e documenti.
4. Il responsabile del procedimento, sentite le parti interessate, può disporre la riunione di più procedimenti
pendenti aventi ad oggetto controversie omogenee.
Articolo 19
Decisione della controversia
1. Esaurita la fase istruttoria, il Direttore trasmette la documentazione relativa alla controversia
all’Organo collegiale, allegando la relazione del responsabile del procedimento e la propria proposta di
decisione.
2. L’Organo collegiale, ove lo ritenga necessario, può convocare le parti per un’udienza di discussione
dinanzi a sè; in tal caso il termine di conclusione del procedimento è prorogato di trenta giorni.
3. Il provvedimento con il quale è definita la controversia è vincolante; esso deve essere prontamente
comunicato alle parti e pubblicato nel Bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorità .
4. L’Autorità , con il provvedimento che definisce la controversia, ove riscontri la fondatezza
dell’istanza, può condannare l’operatore ad effettuare rimborsi di somme risultate non dovute o al pagamento
di indennizzi nei casi previsti dal contratto, dalle carte dei servizi, nonchè nei casi individuati
dalle disposizioni normative o da delibere dell’Autorità .
5. Resta salva la possibilità  per le parti di far valere in sede giurisdizionale il maggior danno.
6. Nel provvedimento decisorio l’Autorità  può riconoscere il rimborso delle spese necessarie e giustificate
per l’espletamento della procedura, liquidate secondo criteri di equità  e proporzionalità , tenendo
conto del comportamento assunto dalle parti anche in pendenza del tentativo di conciliazione. Quando
l’operatore non partecipi all’udienza fissata per la conciliazione senza addurre giustificati motivi, e pur
avendo reso la dichiarazione di cui all’art. 8 comma 3, vanno comunque rimborsate all’utente, se presente
all’udienza ed indipendentemente dall’esito della controversia di cui agli art. 14 e ss., le spese sostenute
per l’esperimento del tentativo di conciliazione.
Articolo 20
Archiviazione a seguito di rinuncia
1. Se nel corso del procedimento la parte che aveva richiesto l’intervento dell’Autorità  rinuncia alla
propria istanza, il Direttore dispone l’archiviazione del procedimento.
2. Il Direttore dispone, altresì, l’archiviazione del procedimento nei casi di inammissibilità  ovvero di
improcedibilità  dell’istanza.
3. Nel caso di archiviazione, le spese di procedura restano a carico delle parti che le hanno sostenute.
Le spese peritali dovranno essere, però, ripartite secondo criteri equitativi.
4. Il provvedimento di archiviazione è comunicato alle parti.
Articolo 21
Provvedimenti temporanei in materia di sospensione del servizio
1. L’utente, contestualmente alla proposizione dell’istanza per la definizione della controversia, o nel
corso della relativa procedura, può chiedere alla Direzione l’adozione di provvedimenti temporanei diretti
a garantire la continuità  dell’erogazione del servizio o a far cessare forme di abuso o di scorretto
funzionamento del medesimo da parte dell’operatore sino al termine del procedimento, ai sensi
dell’articolo 2, comma 20, lettera e) della legge 14 novembre 1995, n. 481.
2. Nei casi previsti dal comma precedente si applica la procedura di cui all’articolo 5 ed il provvedimento
viene adottato dal Direttore.
CAPO IV
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 22
Delega di ulteriori funzioni ai Co.re.com
1. La definizione delle controversie di cui al presente regolamento, ad esclusione di quelle di cui all’art.
15, comma 5, può essere delegata ai Co.re.com, anche in più fasi, previa conforme integrazione
dell’Accordo-quadro sottoscritto il 25 giugno 2003 dall’Autorità , dalla Conferenza dei Presidenti delle
Regioni e delle Province autonome e dalla Conferenza dei Presidenti dell’Assemblea, dei Consigli regionali
e delle Province autonome, e conseguente modifica delle convenzioni stipulate da ciascun Comitato
per l’esercizio delle funzioni delegate.
2. Ai fini di cui al comma 1, ciascun Co.re.com, nell’ambito della propria organizzazione interna, dovrà
garantire la separazione tra la funzione di conciliazione e quella di definizione della controv ersia e,
nell’ambito di questa, tra competenze istruttorie e decisorie.
3. Al Co.re.com munito della delega di cui al comma 1 e competente per territorio ai sensi dell’art. 4,
ciascuna delle parti può chiedere di definire la controversia ove il tentativo di conciliazione abbia avuto
esito negativo o per i punti ancora controversi nel caso di soluzione parziale.
4. Al procedimento per la definizione della controversia si applicano, in quanto compatibili, le norme
di cui al presente regolamento.
Articolo 23
Monitoraggio
1. I Co.re.com comunicano mensilmente all’Autorità  i risultati delle attività  svolte ai fini del presente
regolamento, avvalendosi dei modelli, anche elettronici, da questa predisposti.
2. L‘Autorità  elabora, su richiesta dei Co.re.com, circolari interpretative su specifiche questioni di interesse
comune relative all’applicazione del presente regolamento.

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