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Cinzia Brunelli

Cinzia Brunelli

Notaio, attiva nel campo dell’ADR sin dal 2000. E’ componente italiano, in rappresentanza del Consiglio Nazionale del Notariato, del gruppo di lavoro ADR presso la CNUE (Conférence des Notariats de l’Union Européenne) a Bruxelles. È iscritta al Collegio Notarile dei Distretti Riuniti di Forlì e Rimini. Ha condotto conciliazioni in materia civile e commerciale in diverse città italiane, in particolare nella materia societaria e immobiliare. Ha inoltre gestito, in qualità di giudice, tentativi di conciliazione nel corso di cause civili durante l'attività di G.O.A.
9 marzo 2010

L’intervento del notaio per l’accesso dell’accordo di conciliazione ai registri pubblici

di Cinzia Brunelli

L'intervento di un pubblico ufficiale previsto al comma 3 dell'art. 11 del D. Lgs 28/2010

Tra le novità introdotte col testo definitivo del d lgs. n. 28/2010, emerge la grande novità contenuta nell’art. 11, terzo comma. Il testo di detto articolo, nella sua formulazione originaria quale proposta con lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare, su proposta del Ministro della Giustizia, dal Consiglio dei Ministri il 28…

20 febbraio 2005

Conciliazione e notariato: una sfida appena iniziata
(II parte)

di Cinzia Brunelli

La conciliazione stragiudiziale e il nuovo ruolo del notariato italiano

La conciliazione stragiudiziale (o extragiudiziale)
Nella conciliazione extragiudiziale, la controversia è nella piena disponibilità  delle parti, che rimangono uniche proprietarie della lite, hanno assoluto controllo sul procedimento di conciliazione, potendo interromperlo in qualsiasi momento, e pari controllo

20 febbraio 2005

Conciliazione e notariato: una sfida appena iniziata – I parte

di Cinzia Brunelli

Il nuovo ruolo del notariato italiano: normativa europea e italiana a confronto

Generalità
La riforma del diritto societario è entrata in vigore con il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5 e il decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6.

Ciò che risulta evidente dalle citate leggi non è tanto “costringere” gli operatori del diritto ad imparare, elaborare ed