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27 giugno 2013

Videoforum: La riforma della mediazione (27 giugno 2013 dalle 15.00)

di Redazione MondoADR
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commenti
  1. Stefano Batisti
    27 giugno 2013 a 16:52 | #1

    Complimenti per l’iniziativa e il tenore degli interventi dei partecipanti, chiari e concreti; in particolare sottoscrivo pressoché in toto le considerazioni e soprattutto gli auspici di Chiara Orlandi.
    Stefano Batisti
    resp. sez. Bologna OdM GEO-C.A.M.

  2. Maurizio Lombardi
    27 giugno 2013 a 16:42 | #2

    Si parla molto poco di mediazione negli ambienti di lavoro e mi riferisco a ricomposizione di contrasti tra le diverse funzioni interne di un’azienda.
    L’intervento a tal proposito di uno specialista esterno e neutrale è fortemente avversato dalle organizzazioni sindacali e pertanto evitato dalle aziende. Cosa ne pensate?

  3. enrico maria cotugno
    27 giugno 2013 a 16:04 | #3

    teniamo presente che i modelli di adr di successo sono sempre passati per i giudici (Inghilterra) o per gli avvocati (USA)

  4. Gaetano Costanzo
    27 giugno 2013 a 16:03 | #4

    Complimenti per l’attività di informazione che continuate a svolgere. La mia più che una domanda è una valutazione. Parlo nella qualità di amministratore di un Organismo di mediazione che ha creduto e crede nel ruolo e negli effetti positivi della mediazione. Uno dei temi ricorrenti (soprattutto da parte degli avvocati) è quello della diminuzione dei costi della mediazione. Tutti sappiamo però che la “macchina” della mediazione ha un costo (costi di gestione dell’organismo, compreso il pagamento dei mediatori etc). Fino a che punto si potranno diminuire questi costi (mi riferisco alla novità apportata nel nuovo decreto, soprattutto per il primo incontro) senza intaccare la qualità della mediazione stessa? Vi assicuro che anche questo è un tema importante. Grazie

  5. avv. Marcello Marani
    27 giugno 2013 a 15:51 | #5

    un saluto a tutti voi, in particolare ad Ana Usqueda ed a Chiara Giovannucci Orlandi, dai colleghi avvocati e mediatori di Abaco ADR di Bologna.
    Confermiamo la percentuale di accordi raggiunti nella misura del 50% dei procedimenti svolti presso il nostro organismo ove le parti sono intervenute

  6. Maurizio Lombardi
    27 giugno 2013 a 15:49 | #6

    Il responsabile del coordinamento degli avvocati impegnati in mediazione non può che affermare la necessità della presenza degli avvocati in mediazione, ma non mi sembra una posizione facilmente difendibile: personalmente ritengo che, a causa della specifica formazione professionale, l’avvocato, se non ha seguito corsi di specializzazione, possa più di altri professionisti arrecare danno alla mediazione

  7. enrico maria cotugno
    27 giugno 2013 a 15:46 | #7

    scherzi a parte come sapete (oltre alla mediazione agricola e qualche altro esempio ameno)l’anno scorso sono stati svolti circa 90.000 conciliazioni obbligatorie nel settore delle tlc, con margini di successo intorno all’80%. Ed il successo non è dato solo o sempre dall’esiguità degli importi, perchè abbiamo anche conciliazioni di centinaia di migliaia di euro. Ciò che spesso spinge le parti a conciliare è il fatto che l’alternativa alla mancata conciliazione non è il giudizio civile, ma una forma alternativa di decisione in via amministrativa. non sarà il caso di allargare queste forme di definizione alternativa delle controversie? Le Autorità potrebbero svolgere un ruolo in tal senso (Antitrust, Privacy, Assicurazioni, LLPP, ecc).

  8. Avv. Marco Massara
    27 giugno 2013 a 15:32 | #8

    Un saluto alla carissima Ana Uzqueda.
    In sede di convalida del decreto legge spero che rivedano:
    – l’articolo che legittima di diritto la funzione di mediatore per gli avvocati (“4-bis. Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori.”;);
    – l’inclusione dei diritti reali tout court senza escludere l’usucapione che ha creato notevoli pronunce giurisprudenziali sulla trascrivibilità del verbale di conciliazione;
    – l’inserimento della figura del Giudice che tenta una “transazione o conciliazione” se, come sembra, l’inserimento del termine conciliazione voglia significare analisi di interessi e bisogni, da parte del Giudice, senza alcuna clausola di riservatezza (come invece nel procedimento di mediazione) e senza alcuna garanzia circa l’influenza delle informazioni acquisite in tal modo dal Giudice in caso di mancato accordo nel testo della successiva sentenza (Art. 77

    (Conciliazione giudiziale)

    1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo l’articolo 185 e’ inserito il seguente: “185-bis. (Proposta di conciliazione del giudice) – Il giudice, alla prima udienza, ovvero sino a quando e’ esaurita l’istruzione, deve formulare alle parti una proposta transattiva o conciliativa. Il rifiuto della proposta transattiva o conciliativa del giudice, senza giustificato motivo, costituisce comportamento valutabile dal giudice ai fini del giudizio.”; b) all’articolo 420, primo comma, primo periodo, dopo la parola “transattiva” sono aggiunte le parole “o conciliativa”; allo stesso comma, secondo periodo, dopo la parola “transattiva” sono aggiunte le parole “o conciliativa”.)

    -

  9. Franco Conforti
    27 giugno 2013 a 15:31 | #9

    Distinti saluti dalla Spagna.
    Mi chiamo Franco Conforti , avvocato, master in mediazione, dottorando, direttore de Acuerdo Justo e direttore dill Servizio de Mediazione di Alicante.

    La mia domanda a canto dal diritto naturale riconosciuto al avvocato per sviluppare il ruolo di mediatore senza formazione.
    Secondo la direttiva 2008/52 l´stati membri devono garantire la qualità del servizio di mediazione, allora: ¿Come pensa il legislatore garantire qualità dal servizio di mediazione?

    Tante grazie, distinti saluti.
    Franco Conforti

  10. Francesca
    27 giugno 2013 a 15:26 | #10

    Segnalo:
    http://www.adrquadra.com/ita/news/decreto-fare-gli-avvocati-mediatori-di-diritto-a-cura-di-c-calcagno.php

    che riporta le esprienze degli altri paesi in tema di requisiti di formazione dei mediatori.

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