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5 ottobre 2004

Risoluzione sostenibile delle liti

di Simona Ruoti
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La “risoluzione sostenibile del conflitto” consiste in accordi negoziati strategicamente per venire incontro ai bisogni presenti e futuri delle parti interessate. Questi accordi assicurano che tutte le questioni rilevanti, inclusi gli aspetti relazionali ed emozionali coinvolti nel conflitto, siano affrontate in modo collaborativo e consensuale. Tale approccio globale evita che i sentimenti di ingiustizia, ostilità , risentimento, rabbia e insoddisfazione permangano e causino il consolidamento e l’intensificazione del conflitto.

Chi condivide il punto di vista soggettivista di Morton Deutsch ritiene che i conflitti esistono nell’immaginario dell’individuo. Secondo questo approccio, la parte che percepisce un conflitto può cambiare la dinamica delle relazioni, causando una corrispondente reazione nell’altra parte del rapporto. È importante che le parti coinvolte ricevano benefici dalla strategia di preparazione del conflitto, che le aiuti a mutare il loro modo di percepire le questioni ed aumenti le possibili alternative per la risoluzione dei loro conflitti.

“Il concetto della strategia di preparazione per la risoluzione del conflitto esige riflessione critica e meditazione. La riflessione critica richiede una mentalità  aperta e zelo, la disponibilità  ad interrogarsi sull’interpretazione dei problemi, la sospensione degli atteggiamenti critici, come pure l’abilità  di raffreddare la situazione e ricercare punti di vista alternativi. Una riflessione critica è più facilmente condotta prima o dopo i fatti, a mente fredda e con il tempo necessario per apprendere nuove abilità , al fine di cambiare i propri metodi di reazione consolidati” (Deutsch & Coleman p. 389).

Quando viene elaborata una corretta strategia di preparazione, la risoluzione del conflitto è possibile. Ci sono diverse strategie che possono essere applicate per preparare le parti a una risoluzione ragionevole. Riunioni preliminari, formazione, seminari, riunioni di risoluzione dei problemi, conciliazione preliminare e orientamento sono alcune possibili tattiche di preparazione che possono essere attuate. La chiave sta nella valutazione del professionista e nell’analisi delle questioni conflittuali, per determinare di quale aiuto le parti hanno bisogno per negoziare un risultato ragionevole.

Affinchè i procedimenti di risoluzione del conflitto siano “trasformati” e realizzino la loro “promessa unica di confermare il problema e gli obiettivi delle parti” (Bush & Folger, 1994), è essenziale che le parti intraprendano un processo di autodeterminazione per scoprire se sia produttivo o se sia possibile che la loro disputa venga risolta. Questo può essere fatto attraverso la preparazione alla risoluzione del conflitto.

Non sorprende udire i conciliatori durante una simulazione, non appena è stato presentato lo scenario della situazione, chiedere: come è possibile un accordo? La risposta a questa domanda è che non bisogna per forza arrivare a un accordo. La soluzione sostenibile del conflitto è molto di più che raggiungere un accordo o fare emergere gli interessi sulle posizioni. Il raggiungimento di un accordo talvolta non elimina le cause del conflitto, e reprime temporaneamente le questioni che più tardi causeranno l’emergere di nuovi sentimenti di risentimento e di ostilità .

Questo approccio orientato all’accordo a tutti i costi non consente di aiutare le parti a cambiare la loro percezione delle questioni. La complessità  del fenomeno del conflitto sociale umano rende impossibile mitigare il sentimento di essere stati offesi, senza che si affrontino dei cambiamenti nel modo in cui noi vediamo la situazione che ne è all’origine. I professionisti hanno bisogno di sviluppare strategie che forniranno alle parti ponderazione, auto-riflessione, considerazione dei valori e discussione per maturare idee di risoluzione dei conflitti che includano le misure necessarie a far sì che i risultati negoziati si trasformino in una risoluzione del conflitto sostenibile. I professionisti della risoluzione delle controversie dovrebbero diventare abili nell’identificare i problemi rilevanti e nel valutare ed analizzare i conflitti per delineare strategie che aiutino le parti a spostarsi dalle posizioni agli interessi, attraverso l’acquisizione di una mutata percezione.

Riflessione individuale e auto-valutazione sono fondamentali per cambiare le percezioni. Molte persone non hanno la capacità  di identificare le ragioni dei loro conflitti. Spesso si avvicinano al tentativo di una soluzione arroccati sulle loro posizioni e sulla loro percezione della situazione. Senza decidere se la storia è giusta o sbagliata, il professionista specializzato ha il merito di aiutare le parti nell’identificare le questioni, per separare le posizioni ed esaminare gli interessi fondamentali.

Quando poi si verifica il conflitto, l’opinione prevalente è che comunicare sia sempre la cosa più giusta da fare. Un approccio strategico alla risoluzione del conflitto includerà  formazione, sostegno, trasformazione del conflitto e utilizzo della comunicazione come metodi proficui e produttivi. L’accesso alle strategie di preparazione del conflitto è stato sottovalutato e banalizzato per troppo tempo. Una rinascita dell’interesse per la preparazione delle strategie servirà  a produrre accordi più forti a tutti i livelli, attraverso la capacità  effettiva di comunicazione e la predisposizione di altre strategie facilmente disponibili, aiutando a ridurre i costi emozionali e finanziari dei conflitti più radicati.

Simona Ruoti

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