+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
20 aprile 2008

Quella sporca dozzina

di Veronica Alvisi
Print Friendly

Percorriamo rapidamente le 12 barriere che si frappongono tra le parti e la risoluzione della
 
controversie in un procedimento di conciliazione:

Preparazione inadeguata

La conciliazione è un procedimento che deve essere attentamente preparato dalle parti perchè la risoluzione della lite sia efficace. E\’ fondamentale che venga preventivamente messa a punto una strategia di conciliazione tarata sul caso concreto.
 

Prime impressioni

La prima impressione è estremamente difficile da cambiare e può rappresentare, se negativa, una seria barriera per il successo della conciliazione. Il modo migliore per gestire questo problema, dunque, è prevenirlo. Qualora ciò fosse impossibile, il conciliatore dovrà  tempestivamente identificare quando ci si trovi davanti ad un ostacolo di questo tipo, e indirizzare le parti affinchè lo superino.
 

Non curarsi delle emozioni

Le emozioni sono pre-razionali; fanno inscindibilmente parte dell\’essere umano e di esse bisogna occuparsi quando si affronta un processo che lavora sulle persone. Il conciliatore deve prestare attenzione alle emozioni proprie e altrui ed imparare a gestirle.

Sfiducia sistemica

Essere competitivi ed aggressivi è un atteggiamento controproducente in sede di conciliazione, perchè crea un clima di sfiducia tra le parti. I conciliatori possono promuovere la fiducia reciproca necessaria per pervenire ad una risoluzione della lite.
 

Mancanza di ascolto e comunicazione

Le parti riuscirebbero senz\’altro meglio a risolvere i conflitti se si soffermassero ad ascoltare le sfumature nascoste nei discorsi della controparte e a cercare di comprendere il suo punto di vista, anzichè interrompere, puntualizzare o controbattere in continuazione.
 

Insufficiente attenzione dedicata a sottolineare interessi, bisogni e motivazioni

Troppo spesso le parti che negoziano si concentrano solo sulla spartizione monetaria della posta in gioco, senza sfruttare appieno l\’enorme potenziale della conciliazione, che si manifesta proprio nella capacità  di ideare soluzioni creative che rispondano agli attuali interessi delle parti e ai loro bisogni, anche emotivi.
 

Percezione di parte e fiducia eccessiva negli esiti di un eventuale processo

La presenza di avvocati come assistenti delle parti può portare a visioni distorte delle possibilità  di vittoria in giudizio. In questi casi è utile chiedere a ciascuna parte di assumere, virtualmente, le difese dell\’altra, in modo da rendersi conto dei propri punti di debolezza.

Svalutazione reattiva

E\’ provato che qualsiasi offerta faccia la controparte, essa sarà  valutata sempre più sfavorevolmente rispetto a quella formulata dal conciliatore. Il modo migliore per superare questa barriera è prevenirla, facendo in modo che il conciliatore possa farsi portavoce delle esigenze delle parti.

Mancata comprensione dell\’allocazione dei rischi

Troppo spesso le parti valutano in modo irrealistico i rischi connessi agli aspetti giuridici della lite in cui sono coinvolte, perchè non tengono conto di tutti gli aspetti che verrebbero presi in considerazione nel corso di un giudizio ordinario.
 

Non rispettare la controparte

Se si ha il buonsenso di lasciare all\’avversario una via di fuga onorevole, è probabile che egli non intraprenda battaglie non necessarie. Chi viene messo all\’angolo, invece, tende istintivamente a diventare più aggressivo e pericoloso che mai. Chi negozia in maniera collaborativa è abbastanza avveduto da rendersi conto di queste cose. Il potere non va ostentato: deve invece essere esercitato con ferma gentilezza.

Negare autonomia

Durante la conciliazione, capita di frequente che una parte non dia all\’altra lo spazio sufficiente per prendere le proprie decisioni. E\’ invece importante che il conciliatore metta le parti in condizioni di decidere se quello che accade durante il procedimento è tale da cambiare la
 
percezione delle cose.

Non creare un senso di iniquità 

Più le parti sentono che il procedimento è equo, più saranno soddisfatte del suo risultato. Questa tematica è assolutamente cruciale ed è importante che il conciliatore faccia tutto quanto in suo potere per ingenerare nelle parti l\’impressione di essere state considerate equamente.

Da Joe Epstein, Susan Epstein, The Dirty Dozen Barriers to Dispute Resolution


 

commenti
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Articoli Consigliati
Conosci il tuo nemico
Oggigiorno le librerie sono piene di libri su come negoziare in maniera efficace. Nel numero del 3 maggio scorso, l’Economist ci fornisce in anteprima...
ADR Center va in Nigeria
Dovrebbe concludersi a metà aprile la fase di trattativa del progetto denominato “Expanding Alternative Dispute Resolution (ADR) Institutions and...
L’American Bar Association interviene sulla qualità  della conciliazione
Dopo avere escluso che allo stato attuale sia possibile creare un sistema di certificazione dei conciliatori a livello nazionale, la sezione...
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. ok