+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
12 giugno 2003

La conciliazione di controversie civili e commerciali negli Stati Uniti: l’esperienza del CPR

di Scanlon, K. M.
Print Friendly

Il CPR – Institute for Dispute Resolution -, organismo senza scopo di lucro formato dalle più grandi società  americane e internazionali, da associazioni di categoria e da studi legali, ha da sempre lavorato per la diffusione della procedure di conciliazione nella risoluzione delle controversie commerciali.

La conciliazione, procedura non vincolante di ADR più utilizzata negli Stati Uniti, può essere “facilitativa” o “valutativa”. Nella conciliazione “facilitativa” si può avere sia una sessione congiunta, che sessioni private tra il conciliatore e le parti. In questo tipo di procedura il compito principale del conciliatore è aiutare le parti a comunicare meglio tra loro. Il terzo neutrale deve quindi evitare di dare consigli e fare previsioni su quello che potrebbe accadere in tribunale. Nella conciliazione “valutativa”, invece, il conciliatore è più coinvolto, nel senso di poter dare forma alle idee delle parti, spingendosi fino a fornire opinioni sul probabile esito della controversia e a proporre loro i termini di un accordo.

Uno studio sui motivi che inducono le parti e i loro avvocati a ricorrere alla conciliazione ha portato alla individuazione di quattro fattori fondamentali.

Il primo è l’esistenza di una policy aziendale in favore dell’utilizzo dell’ADR. La principale forma di tale politica aziendale è il pledge, una sorta di dichiarazione di impegno che il CPR ha fatto firmare alle società  ed agli studi legali nordamericani più importanti. Nel 1991, essendo la maggior parte delle società  americane rappresentate da studi legali, è stato redatto un nuovo pledge cui hanno aderito più di 1500 studi professionali.

Il secondo fattore emerso dalla ricerca è la scelta della procedura di conciliazione, da parte del cliente e del suo avvocato, “caso per caso”. E proprio per distinguere “caso da caso”, di recente il CPR ha elaborato un documento di lavoro ove sono fornite delle linee guida in grado di aiutare i litiganti nella scelta se tentare o meno la conciliazione.

Altro fattore ancora che spinge le parti a scegliere la conciliazione è l’esistenza di una apposita clausola contrattuale, ovvero un accordo che fin dall’origine vincola le parti a ricorrere a questa forma di composizione delle liti. Così, nel caso in cui una delle due parti non voglia ricorrere alla conciliazione, l’altra può, in virtù della semplice previsione contrattuale, obbligarla a rispettare l’accordo. Il che, però, sembra in un certo senso contrastare con la funzione tipica della conciliazione, ovvero la riunione volontaria delle parti innanzi ad un conciliatore per cercare di dirimere in modo unanime i contrasti tra loro insorti.

Quarto ed ultimo fattore individuato dalla ricerca è l’esistenza di un programma di ADR promosso dai tribunali. Si tratta in sostanza delle forme di conciliazione delegata, meglio note come forme di Court-Annexed ADR, che tanta attenzione sembrano aver suscitato anche in Italia.

Kathleen M. Scanlon – Vice Presidente del CPR Institute for Dispute Resolution, New York

(Sintesi dell’intervento al Convegno di Rimini, “Cultura del conflitto e risoluzione alternativa delle controversie civili e commerciali (ADR)”, organizzato da ADR Center nel settembre 2001)

 

commenti
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Articoli Consigliati
Conciliazione stragiudiziale professionale: nuovi ruoli e nuove opportunità  per i professionisti
Straordinaria partecipazione all’incontro sulla conciliazione stragiudiziale professionale, organizzato dal Sindacato Avvocati di Bari in...
La prima risposta del Parlamento europeo al Libro verde sull’ADR
Nel suo recente rapporto approvato dalla Commissione Giustizia e Mercato Interno, Diana Wallis, presidente dei Liberal-Democratici al Parlamento...
L’accordo sulla responsabilità  sociale d’impresa (Rsi), firmato da Italia e Gran Bretagna, fa ben sperare i sostenitori dell’ADR
Il Ministro del Welfare Maroni ed il suo collega inglese Timms hanno recentemente dichiarato di volere promuovere strategie comuni per lo sviluppo...
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. ok