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20 febbraio 2005

La conciliazione delle controversie commerciali italo-cinesi

di Viviana Clementel
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La straordinaria importanza strategica del mercato cinese ha portato da qualche tempo i principali organismi di ADR a creare alleanze e protocolli in quella regione volti a facilitare, per le parti di una lite commerciale, il ricorso a procedure non contenziose per la gestione della conflittualità  commerciale.

Tra le varie iniziative in questa direzione, la prima è stata inaugurata lo scorso anno dal CPR Institute for Conflict Prevention and Resolution di New York, che in Italia da anni collabora strettamente con ADR Center. L’accordo ha portato alla creazione di un centro di conciliazione congiunto, ma non a definire un regolamento unico di procedura.

Dal mese di settembre del 2005, un’opportunità  dal taglio più operativo è fornita dal principale network mondiale tra i fornitori di servizi di ADR, MEDAL, nei cui uffici sparsi per il mondo lavorano case-manager di lingua cinese, capaci di aiutare concretamente le parti di una lite a organizzare e gestire una controversia con una controparte cinese. Nella sede del partner londinese di MEDAL, il CEDR, opera infatti da tempo un responsabile della regione Asia-Pacific, con l’incarico di promuovere l’utilizzo delle MEDAL International Mediation Rules nelle controversie coinvolgenti le imprese cinesi e quelle di ogni parte del mondo.

Più di recente, è stato firmato a Pechino un accordo di collaborazione tra il Consiglio Cinese per la Promozione del Commercio Internazionale (CCPIT) e Unioncamere. Scopo dell’intesa, il cui modello sembra replicare quello ideato dal CPR, è di offrire alle imprese italiane maggiori opportunità  di stringere alleanze e di rafforzare la cooperazione, mettendo a disposizione regole e strumenti per poter radicare una rete di servizi e di fiducia. Come nel modello Cino-Americano, gli incontri di conciliazione possono tenersi indifferentemente in Cina o in Italia, a seconda di quando viene deciso dai contendenti.

Si allarga quindi, con l’avvio di questa nuova iniziativa, il ventaglio delle possibilità  offerte alle imprese per tentare di evitare le forme tradizionali del contenzioso, e per affrontare i problemi commerciali in modo partecipativo.

Viviana Clementel

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