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3 luglio 2007

Introdurre e valutare la conciliazione in Bosnia-Herzegovina (2)

di De Palo, G. - Cominelli, L.
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Continua il resoconto sul Progetto pilota per l’introduzione della conciliazione giudiziale in Bosnia-Herzegovina negli anni successivi alla conclusione della guerra civile, e l’indagine che successivamente ha analizzato i risultati del Progetto.
 
Le conciliazioni condotte durante il Progetto pilota
Le 46 conciliazioni concluse con un accordo nell’ambito del Progetto pilota sono durate in media 2,4 ore, inclusa l’udienza preliminare davanti al giudice. Solo nelle situazioni più complesse la conciliazione è durata più di tre ore o è stato necessario fissare un secondo incontro. La migliore conferma del successo del Progetto pilota è venuta dai risultati dell’indagine che ne è seguita, dalla quale è emerso che complessivamente più del 90% di coloro che hanno partecipato alla conciliazione l’hanno ritenuta abbastanza adeguata o più che adeguata per il loro conflitto. Il 54% degli intervistati si è dichiarato assai soddisfatto dall’esito della conciliazione, mentre il 29% si è dichiarato in gran parte soddisfatto. Il 69% ha dichiarato che la partecipazione al procedimento ha molto o in parte cambiato l’opinione che aveva della controparte. Infine, il 94% ha ritenuto che l’accordo raggiunto fosse giusto o molto giusto.
 
Secondo voi il procedimento di conciliazione è stato adeguato alla risoluzione della controversia?
 
a) Molto adeguato
89
60,96 %
b) Sostanzialmente adeguato
46
31,51 %
c) Né adeguato né inadeguato
8
5,48 %
d) Sostanzialmente inadeguato
0
-
e) Molto inadeguato
3
2,05 %
Queste cifre dimostrano che una volta vissuta e compresa, la conciliazione viene ampiamente accettata, a prescindere dal raggiungimento di una soluzione per la controversia. Il 95% di coloro che hanno partecipato a una conciliazione ha affermato che vi parteciperebbe ancora, e per usufruire del servizio l’87% sarebbe anche disponibile a pagare. Quasi tutti i legali che hanno partecipato alla conciliazione hanno manifestato successivamente la volontà di ricevere una formazione ed essere abilitati come conciliatori.
 
Fareste di nuovo ricorso alla conciliazione?
a) sì
130
95,59 %
b) no
6
 4,41 %


In futuro sareste disposti a pagare per usufruire di un servizio di conciliazione?

a) sì
111
87,40 %
b) no
16
12,59 %
La diffusione delle notizie sulle prime conciliazioni andate in porto sembra avere avuto un certo effetto di traino anche per altri casi. Il giorno successivo alla conclusione del primo accordo di conciliazione, le prime sei cause discusse davanti al tribunale si sono tutte concluse con una transazione, il che è un evento piuttosto raro. Il fatto che la maggior parte dei conciliatori fossero ex-giudici ha dato ulteriore visibilità all’iniziativa, e ha permesso che si stabilisse rapidamente un rapporto di fiducia tra le parti e i conciliatori.
Il lavoro da fare tuttavia è ancora molto. Solo il 61% delle parti infatti ha risposto alla lettera di invito in conciliazione, e meno della metà di coloro che hanno risposto ha accettato di partecipare al procedimento, anche se in alcuni casi ciò è avvenuto perché l’invito non è stato ricevuto o perché le parti avevano già risolto la controversia per altre vie.
In altri casi ancora la ragione ultima del rifiuto è dovuta probabilmente all’intenzione di una delle parti di guadagnare tempo per un procedimento fallimentare già avviato o per ovviare a uno stato di insolvenza. I dati evidenziano comunque la necessità di iniziative pubbliche. L’indagine condotta sul Progetto pilota e un successivo focus group hanno fatto emergere la grande importanza che gli intervistati attribuiscono alla sensibilizzazione e alla pubblicizzazione di queste opportunità. Nonostante la quantità di materiali distribuiti e lo spazio dedicato al progetto sui media locali, molti hanno ritenuto che non si sia fatto abbastanza per pubblicizzare la conciliazione e i suoi successi.
La valutazione dei conciliatori
Ciascuno dei 4 conciliatori è stato affiancato da un tutor per le prime cinque sessioni di conciliazione. 145 fra avvocati e parti hanno in seguito compilato la scheda di valutazione dei conciliatori, mirata a verificare il livello di soddisfazione relativamente ad aspetti particolari come la capacità del conciliatore di far comprendere la natura del procedimento, di chiarire interessi e posizioni delle parti, di ascoltare le loro preoccupazioni, di fare emergere soluzioni creative evitando di fare pressioni sulle parti e infine di essere equidistante.
Le valutazioni sull’efficacia dei conciliatori sono state molto positive in tutte le categorie, con oltre il 90% degli intervistati che ha giudicato i conciliatori efficaci o molto efficaci in tutti gli aspetti della loro attività, anche se solo il 61% delle rispettive controversie si era chiuso con un accordo. Il 96% degli intervistati ha inoltre ritenuto che il conciliatore si era comportato in maniera equidistante. Questo dato è di particolare rilevo nella società bosniaca. La guerra ha creato un clima di sospetto verso le istituzioni. Raramente si ritiene che le autorità siano in grado di risolvere in maniera equa situazioni nelle quali vi sia uno squilibrio di poteri.
Il conciliatore ha trattato le parti equamente
a) Molto d’accordo
141
96,58%
b) Abbastanza d’accordo
3
2,05 %
c) Indeciso
1
0,68 %
d) Abbastanza in disaccordo
1
0,68 %
e) Molto in disaccordo
0
 -
è molto interessante notare come diversi tra i soggetti intervistati, anche se non introdotti nella teoria della negoziazione, sono stati in grado di capire intuitivamente il tentativo dei conciliatori di fare emergere gli interessi delle parti e di esplorare opzioni creative. Su 146 intervistati, 137 hanno ritenuto che il conciliatore sia stato in grado di creare nuove soluzioni alternative, mentre 126 hanno ritenuto il conciliatore efficace nell’identificare gli interessi delle parti e le questioni chiave della controversia.
I conciliatori avevano tutti una formazione giuridica, ma nessuna precedente esperienza nel campo della conciliazione. Ogni conciliatore ha messo in mostra un suo stile di conciliazione personale, spaziando da un’impostazione facilitativa, cioè avendo come obiettivo di rendere più agevoli le comunicazioni tra le parti, a un’impostazione valutativa, cioè rendendosi disponibile anche a intervenire attivamente, fornendo un’opinione sul merito della controversia e suggerendo i contenuti di un possibile accordo. Tutti i conciliatori hanno comunque evidenziato un orientamento problem-solving, e quindi finalizzato a raggiungere un accordo più che a “trasformare” la relazione tra le parti. I conciliatori si sono dimostrati in grado di prendere spunto dagli incontri per educare e sensibilizzare le parti sulla conciliazione, oltre che osservare e imparare dal comportamento dei colleghi. Considerata la loro esperienza limitata, la percentuale di accordi di conciliazione conclusi (61%) è da considerarsi un buon successo.
I punti critici
Il Progetto pilota ha evidenziato, però, anche diversi aspetti suscettibili di miglioramento nell’applicazione della procedura di conciliazione: 
-  Nei casi non commerciali è necessaria una capacità più approfondita di identificare e analizzare gli interessi delle parti rispetto al livello attuale di esperienza dei conciliatori. In molti casi l’inesperienza ha portato al fallimento o al rinvio della conciliazione. 
-  I conciliatori hanno ancora bisogno di lavorare sulle tecniche di comunicazione, e in particolare sulla cosiddetta parafrasi, cioè sull’abilità di interpretare le affermazioni di una parte per riportarle alla controparte riformulandole in modo da renderle meno aggressive od offensive.
- È necessario che i conciliatori adottino maggiore cautela nell’uso del linguaggio tecnico-giuridico, e verifichino che le parti hanno compreso il significato delle espressioni utilizzate. 
-  È consigliabile che i conciliatori continuino a frequentare iniziative di formazione, specialmente per quel che riguarda l’acquisizione di competenze informatiche. Sono utili in particolar modo la formazione pratica e le occasioni per scambiare opinioni ed esperienze con altri conciliatori.
L’entrata in vigore della legge sulla conciliazione
Oggi la prospettiva è di realizzare un sistema di conciliazione giudiziale valido in tutto il paese. In base alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa in materia di conciliazione negli affari civili, ciò dovrà avvenire dando alle parti il tempo sufficiente per consultare i propri legali o per riflettere sulla proposta di accordo. L’accordo di conciliazione conclusivo dovrà essere redatto in forma scritta da un soggetto competente e che abbia esperienza nella redazione di documenti legali.
Con l’entrata in vigore della legge bosniaca sulla conciliazione, sono sorti diversi problemi di applicazione. Tale legge stabilisce, difatti, che la conciliazione può essere raccomandata dal giudice o consigliata dalle parti in diverse fasi della procedura giudiziaria. Tuttavia ciò richiederebbe un’organizzazione unitaria dei servizi di conciliazione in tutto il paese. Appare quindi necessario in primo luogo formare i giudici e i conciliatori su larga scala e rivedere le prassi applicative giudiziarie. Allo stato attuale in Bosnia-Herzegovina vi è ancora un numero insufficiente di professionisti competenti sulle procedure di conciliazione. Gli unici giudici che padroneggiano il procedimento sono quelli formati dal Canadian Institute for Conflict Resolution e dall’Associazione dei conciliatori della Bosnia-Herzegovina. L’Associazione dei conciliatori ha messo a punto le procedure di accreditamento e il registro dei conciliatori accreditati, che sono a disposizione di ogni parte intenzionata ad andare in conciliazione. I conciliatori che intendono essere accreditati devono, quindi, sottoporsi a un percorso di formazione base di 40 ore più ulteriori 40 ore di training avanzato in negoziazione e conciliazione, o altro tipo di formazione equivalente e riconosciuta dall’Associazione. Gli aspiranti conciliatori devono inoltre essere in possesso di un diploma universitario pertinente e devono sottoscrivere il Codice etico dell’Associazione.
La conciliazione, anche quando sia il tribunale a indirizzarvi le parti, è comunque sganciata dal sistema giudiziario sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista finanziario. I costi del procedimento conciliativo sono generalmente a carico delle parti. Come si è visto grazie alla ricerca, un’ampia maggioranza di coloro che hanno provato la conciliazione (87%) sono disposti a pagare per ottenere questo servizio. In base alle somme che le parti si sono dichiarate disposte a versare, e tenuto conto anche dei costi amministrativi, è ipotizzabile che un conciliatore a tempo pieno potrebbe ricevere un compenso assimilabile a quello di un giudice. Per il momento si è ritenuto che durante la fase promozionale i costi della conciliazione dovranno continuare a essere sovvenzionati. La conciliazione è peraltro menzionata anche nelle Linee guida per lo sviluppo tracciate nel 2001 dal governo federale della Bosnia-Herzegovina con il supporto della Banca Mondiale (Piano di azione per la promozione di un ambiente favorevole alle imprese e Strategia per la riduzione della povertà).
Le raccomandazioni finali del Progetto pilota
Le raccomandazioni finali del Progetto sono state raccolte in sezioni tematiche distinte.
Per quanto riguarda l’ambito giudiziario, si è raccomandato di:
- Integrare e completare la legge sulla conciliazione per consentire la delega di funzioni alle associazioni competenti. 
-  Emanare i regolamenti attuativi necessari al funzionamento della legge. 
- Sviluppare le procedure giudiziarie più adeguate per l’invio delle cause in conciliazione in modo da consentire a tutte le parti interessate (giudici, avvocati, cancellieri e conciliatori) di collaborare in maniera efficace.
- Consentire alle parti di rivolgersi direttamente a un conciliatore senza dover attendere la prima udienza di fronte al giudice.
Per quanto riguarda la formazione dei conciliatori:
- La priorità è di formare un ampio numero di conciliatori, partendo dai centri più grandi della Bosnia-Herzegovina.
- La formazione dovrà avere un’impostazione pratica, dovrà sviluppare le capacità di comunicazione e dovrà essere incentrata sull’osservazione e la conduzione di conciliazioni reali con l’assistenza di formatori e tutor. 
- Una volta creato un numero sufficiente di tutor, i conciliatori in fase di formazione dovranno passare attraverso un apprendistato.
- Alcuni seminari saranno dedicati alla redazione dell’accordo di conciliazione, e saranno previste procedure che permettano ai conciliatori di ricevere assistenza da parte di soggetti esperti nella redazione di documenti legali. 
-  Ai conciliatori dovrà essere richiesto uno standard minimo di competenza nell’utilizzo degli strumenti informatici.
- Ad avvocati e dirigenti verrà offerto un seminario di formazione per conoscere la conciliazione e in questo modo consigliare e assistere i clienti durante la procedura.
- I giudici dovranno ricevere una formazione di tre giorni per conoscere la procedura di conciliazione e il suo utilizzo in tribunale; successivamente è auspicabile che frequentino un corso avanzato della durata di una settimana.
Per quanto riguarda l’accreditamento dei conciliatori:
- Il processo di accreditamento e il registro dei conciliatori dovranno essere gestiti in maniera uniforme su tutto il territorio della Bosnia-Herzegovina.
- Gli standard e le competenze richiesti per l’accreditamento dovranno essere stabiliti in maniera chiara.
- I conciliatori che frequentano i programmi di formazione potranno chiedere l’accreditamento solo dopo aver raggiunto un certo livello di esperienza nell’apprendistato (ad esempio raggiunta con l’osservazione di un certo numero di conciliazioni).
- Trascorso un certo periodo, sarà previsto un programma di aggiornamento per mantenere l’iscrizione nell’albo, e saranno approntate procedure per la cancellazione in caso di violazioni o inottemperanze.
Per quanto riguarda le aziende e gli enti pubblici: 
-  Dovrà essere seguita con particolare attenzione la conciliazione commerciale, che potenzialmente ha maggiori margini di crescita.
- In caso di avvio di una procedura di conciliazione, le aziende e gli enti dovranno essere avvisati tempestivamente che per il successo dell’incontro è necessaria la presenza di dirigenti provvisti dei poteri e delle procure necessarie per concludere una transazione.
Circa la necessità di pubblicizzare la conciliazione:
- Sulla base dei risultati del Progetto pilota, verrà realizzato un programma di pubblicizzazione attraverso eventi mediatici, articoli, seminari, interventi e opuscoli.  
- Una guida o un manuale distribuiti alle aziende e a tutti i cittadini interessati spiegheranno il funzionamento e i vantaggi della conciliazione.
Per ciò che riguarda infine gli aspetti organizzativi e gestionali: 
- La responsabilità del sistema nazionale di conciliazione dovrà essere assunta dai Ministeri della Giustizia delle due entità politiche che compongono la Bosnia-Herzegovina (Federazione di Bosnia-Herzegovina e Republika Srpska) attraverso i più opportuni mezzi di coordinamento.
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