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Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
27 giugno 2011

Il credito di imposta nella mediazione

di Redazione MondoADR
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L’art. 20 del decreto legislativo 28/2010 sulla mediazione civile e commerciale prevede che alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà. Il Ministero della Giustizia, deve, entro il 30 maggio di ciascun anno, inviare al contribuente che si è avvalso della mediazione, una comunicazione con la quale certifica l’importo del credito spettante. Il credito non dà luogo a rimborso, pertanto, nel caso in cui la quota del credito spettante per l’anno d’imposta 2010 risulti superiore all’imposta netta, il credito che non ha trovato capienza potrà essere utilizzato dal contribuente nella successiva dichiarazione dei redditi. In caso di omessa indicazione del credito nella dichiarazione dei redditi si decade dal beneficio. Il limite di euro 500 o 250 è da intendersi riferito a ciascun procedimento, di conseguenza in caso di più mediazioni è possibile indicare nel Modello Unico un importo eccedente il limite di 500 euro.
Il quadro normativo

Come anticipato in premessa, l’art. 20 del decreto legislativo 28/2010 sulla mediazione civile e commerciale prevede che alle parti, che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi, è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino a concorrenza di euro 500. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.

 

SINTESI della NORMATIVA in materia di mediazioni:  
Va ricordato che in materia di mediazione sono stati previsti, essenzialmente, tre tipi di mediazione:1) facoltativa, quando viene liberamente scelta dalle parti;2) obbligatoria (è entrata in vigore il 21 marzo 2011), quando è imposta dalla legge; il procedimento di mediazione deve essere esperito, a pena di improcedibilità, nei casi di controversie relative a:

  • condominio;
  • diritti reali;
  • divisione;
  • successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione;
  • comodato;
  • affitto di azienda;
  • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti;
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;
  • risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

La riforma prevede, come riportato, l’obbligatorietà anche per le controversie in materia condominiale e per il risarcimento danni per la circolazione dei veicoli e dei natanti ma unicamente per queste materie il decreto mille proroghe ha sancito il rinvio al 20 marzo 2012.

3) giudiziale, quando è il giudice ad invitare le parte ad intraprendere un percorso di mediazione (con ordinanza); l’invito potrà essere fatto in qualunque momento, purchè prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.

L’istituto della mediazione non può riguardare:

à i procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;

à i procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento di rito di cui all’art. 667 c.p.c.;

à i procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all’art. 703 c.p.c., comma 3, c.p.c.;

à i procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione, relativi all’esecuzione forzata;

à i procedimenti in camera di consiglio;

à l’azione civile esercitata nel processo penale.

Riferimenti normativi e legislativi
Il testo di riferimento per la disciplina della materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali è il Decreto legislativo 28 del 4 marzo 2010, emanato in attuazione della delega prevista dalla legge 69/2009. Ad esso fa seguito l’informativa ex art. 4 decreto legislativo 4 marzo 2010 n° 28. Decreto ministeriale 180 del 18 ottobre 2010 detta “i criteri e le modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi”.Altri riferimenti sono:Codice Europeo di Condotta per Mediatori;

Libro Verde – Commissione delle Comunità Europee COM (2002) 196; relativo ai modi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile e commerciale

Definizioni (art. 1 dlg28 del 4 marzo 2010)

Mediazione: “attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa”. Non è quindi da confondersi con l’istituto del negoziato in cui la presenza di un terzo imparziale è assente

Mediatore: “la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo”;

Conciliazione: “la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;

Organismo: “l’ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto”;

Registro: “il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della giustizia”.

   

A riguardo del credito di imposta, a decorrere dall’anno 2011, con decreto del Ministro della giustizia, entro il 30 aprile di ciascun anno, è determinato l’ammontare delle risorse a valere sulla quota del «Fondo unico giustizia» di cui all’articolo 2, comma 7, lettera b), del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, destinato alla copertura delle minori entrate derivanti dalla concessione del credito d’imposta di cui sopra relativo alle mediazioni concluse nell’anno precedente.

Con il medesimo decreto è individuato il credito d’imposta effettivamente spettante in relazione all’importo di ciascuna mediazione in misura proporzionale alle risorse stanziate e, comunque, nei limiti dell’importo sopra indicato.

Il Ministero della giustizia comunica all’interessato l’importo del credito d’imposta spettante entro 30 giorni dal termine sopra indicato, ossia entro il 30 maggio, per la sua determinazione e trasmette, in via telematica, all’Agenzia delle entrate l’elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.

Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui sopra, in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi.

Il credito d’imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, nè’ del valore della produzione netta ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

Tra le maggiori novità nel modello Unico 2011, relativo al periodo di imposta dell’anno 2010, quindi debutta, l’introduzione nel Quadro RN, rigo 24, colonna 4 alla casella “Mediazioni” del credito di imposta di cui trattasi.

La scheda di sintesi

UNICO 2011: CREDITO DI IMPOSTA SULLA CONCILIAZIONE

Soggetti beneficiari e requisiti Chiunque abbia tentato di risolvere una lite per cui è prevista la mediazione facoltativa o obbligatoria.
Misura del credito di imposta Alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a svolgere il procedimento di mediazione presso gli organismi è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino ad un massimo di 500 euro, ridotto alla metà (quindi, 250 euro) nel caso di insuccesso della mediazione.
Chi determina l’ammontare Il suo reale ammontare verrà stabilito con apposito decreto: in particolare, il credito d’imposta effettivamente spettante sarà determinato in relazione all’importo di ciascuna mediazione in misura proporzionale alle risorse stanziate e, comunque, nei limiti dell’importo sopra indicato.
Come viene comunicato Entro il 30 maggio di ciascun anno, il Ministero della giustizia comunica all’interessato l’importo del credito d’imposta spettante e trasmette, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.
Come può essere utilizzato Il credito d’imposta può essere utilizzato, a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui sopra. Va indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi. Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione mediante il modello F24 (art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241) oppure da parte dei contribuenti NON titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi. In tal caso va indicato nel quadro CR, rigo CR13.

Rigo CR13Colonna 1 (Credito anno 2010) riportare l’importo del credito d’imposta risultante dalla comunicazione ricevuta dal Ministero della giustizia relativa alle mediazioni concluse nell’anno 2010Colonna 2 (di cui compensato in F24) indicare il credito d’imposta utilizzato in compensazione nel modello F24 fino alla data di presentazione della dichiarazione

I contribuenti titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare questo credito d’imposta solo in compensazione mediante il modello F24 e, pertanto, non devono compilare il quadro CR. Il credito d’imposta dovrà, tuttavia, essere esposto nell’apposita sezione del quadro RU della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione.

 

 

Se la comunicazione è pervenuta in data successiva alla presentazione della dichiarazione dei redditi, il credito d’imposta può essere indicato nella dichiarazione relativa all’anno in cui è stata ricevuta la comunicazione.

 

Limiti Tale credito d’imposta non può essere chiesto a rimborso, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 (“gli interessi passivi inerenti all’esercizio d’impresa sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa o che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi) e 109, comma 5, del T.U.I.R. (le spese e gli altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi).
Rigo del modello UNICO 2011 “Persone Fisiche In Unico 2011 Persone Fisiche, compare al rigo RN24, colonna 4, la casella “mediazioni”.
Il rigo RN24 “Crediti di imposta che generano residui” è composto da quattro colonne ed è riservato all’esposizione dei crediti di imposta per i quali è possibile: 1) riportare nella successiva dichiarazione dei redditi e 2) utilizzare in compensazione col il modello F24 la parte di credito che non trova capienza nell’imposta lorda.La nuova colonna 4, va compilata se si vuole utilizzare in diminuzione dell’IRPEF il credito di imposta relativo alla mediazione per la conciliazione delle controversie civili e commerciali indicato nel quadro CR, rigo CR13, colonna 1Credito anno 2010 – quota utilizzata in compensazione (F24)=

credito di imposta per mediazioni

rigo RN24, colonna 4

 

 

 

 

 

 

 

 

commenti
  1. Piero
    22 maggio 2015 a 9:32 | #1

    … alle parti che corrispondono l’indennità ai soggetti abilitati a … sarebbe opportuno, affinché tutti potessero comprendere, maggior chiarezza circa “l’indennità”. Se l’istituto della mediazione è gratuito, non ci dovrebbe essere alcuna indennità, altrimenti non è più gratuito, ma gravato da costi!!!! Il ministero non invia alcuna comunicazione e l’agenzia delle entrate non accetta l’eventuale detrazione!!!

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