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20 aprile 2005

Il caso Burchell contro Bullard: i recenti orientamenti della giurisprudenza inglese

di Rachele Neferteri Gabellini
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Recentemente i giudici inglesi valutano con più attenzione il rifiuto delle parti di aderire alla conciliazione. Infatti, fino ad ora, si è erroneamente ritenuto che il denegato consenso alla proposta di conciliazione, anche se richiesto prima del processo, non potesse costituire elemento di valutazione da parte del giudice.

Nelle ultime decisioni, la Corte d’Appello ha confermato l’orientamento volto a caldeggiare l’utilizzo della conciliazione anche nel corso del giudizio (Halsey v Milton Keynes NHS Trust) e, fatto ancora più rilevante, a censurare l’ingiustificato rifiuto di rimettere la controversia al conciliatore, quando richiesto dall’altra parte, così come accaduto nella recente decisione Burchell v Bullard [2005] EWCA Civ 358.

In questo caso, il costruttore, prima di agire in giudizio, ha chiesto alla controparte di potere esperire il procedimento di conciliazione. Quest’ultima ha rifiutato, adducendo la inidoneità  del procedimento, in ragione della complessità  e tecnicità  della causa. Nelle diverse fasi del giudizio, più volte l’attore ha riproposto la conciliazione, ottenendo però il netto diniego del convenuto.

Il giudice di Burchell v Bullard, invocando i principi del caso Halsey v Milton Keynes NHS Trust ha affermato che:”con il caso Halsey non solo si è stabilita l’importanza del ruolo della conciliazione ai fini della risoluzione della controversia in generale, ma si è potuto verificare in concreto come il procedimento di conciliazione possa portare a dei risultati eccellenti anche quando utilizzato parallelamente al giudizio ordinario”.

In sostanza, sono i legali che, nel loro ruolo di difensori, devono iniziare a comprendere la portata innovativa e la valenza di tale procedimento. Il giudice potrà  valutare l’ingiustificato rifiuto anche se la proposta è stata effettuata prima che abbia inizio il giudizio.

In  Burchell v Bullard si legge ancora che:”è la parte interessata alla applicazione della sanzione a dover dimostrare l’infondatezza del rifiuto. Il giudice potrà  inoltre autonomamente valutare i seguenti elementi: idoneità  del caso ad essere rimesso al procedimento di conciliazione, il merito, i potenziali costi e le prospettive di successo della conciliazione.”

Le massime relative ai citati precedenti giurisprudenziali e di cui i difensori dovranno sempre tenere conto prima e durante il giudizio sono state così sintetizzate:

  • “Tutti coloro che svolgono la professione legale e che difendono le parti in un giudizio devono costantemente valutare l’opportunità  di consigliare ai propri clienti il procedimento di conciliazione qualora ritengano che la controversia possa essere validamente risolta tramite un procedimento di ADR”. Dyson LJ in Halsey v Milton Keynes NHS Trust 

  • “Chi svolge la professione di difensore non può più far rifiutare ingiustificatamente e con impunità  una ragionevole richiesta di conciliazione”: Ward LJ in Burchell v Bullard.

Rachele Neferteri Gabellini



 

 

 

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