+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
25 settembre 2010

I vantaggi economico/fiscali della mediazione ex D.lgs. 04/03/2010 n. 28

di Stefania Pieroni
Print Friendly

Con il decreto legislativo del 04/03/2010 n. 28 sulla mediazione civile e commerciale  (il decreto), il legislatore  ha previsto, a favore di quanti vi facciano ricorso, forme di esenzioni ed agevolazioni fiscali; ciò anche in attuazione delle legge delega (l. 69/09 art. 60 comma 3 lettera o), che stabilisce di prevedere, a favore delle parti in mediazione, forme di agevolazione di carattere fiscale, in quanto rientranti tra le finalità del Ministero della Giustizia, assicurando, al contempo, l’invarianza del gettito (finanziabili, quindi, attraverso gli introiti affluiti al c.d. Fondo Unico Giustizia).

Allo scopo, dunque, di promuovere ed incoraggiare, sotto l’aspetto dell’onere economico, l’attività di mediazione, volta alla ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, ovvero della conciliazione, il decreto agli artt. 17 e 20 (di cui si tratterà in seguito) , ha previsto una serie di esenzioni d’imposta – totali o parziali – e di ulteriori agevolazioni fiscali, sotto forma di credito di imposta, in ogni tipo di procedura di mediazione, nonché una specifica esenzione dal pagamento della indennità dovuta all’organismo di mediazione, per l’attività prestata, nella mediazione a condizione di procedibilità o obbligatoria prevista dall’articolo 5 comma 1 del decreto.

Si esaminano di seguito nello specifico i vantaggi economico/fiscali previsti dal succitato decreto legislativo art. 17, regolatore della materia.

Il regime fiscale del procedimento di mediazione, relativamente alle imposte di bollo, di registro e a tutte le altre spese tasse o diritti, è disciplinato, al capo terzo, dall’art. 17 comma 2 del decreto legislativo 28/2010 sulla mediazione civile e commerciale, in base al quale  tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo (di cui al D.P.R. 26-10-1972 n. 642 e successive modificazioni) e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Per esemplificare: dall’atto introduttivo del procedimento di mediazione fino all’atto finale di verbalizzazione dell’accordo raggiunto o della dichiarazione di mancato accordo (sia esso corredato o meno della proposta del mediatore), alcuna somma a titolo di onere tributario di cui sopra o amministrativo procedimentale, in senso lato, è posto a carico delle parti, così come per i tutti gli altri documenti scambiati tra le parti e l’organismo nella fase preparatoria o prodotti dalle parti o dall’organismo nel corso della procedura medesima a supporto delle sedute di mediazione (o cocus).

Inoltre, l’art. 17 prevede, una specifica esenzione parziale al comma 3, dove disciplina che il verbale di accordo e’ esente dall’imposta di registro (di cui al D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986 e successive modificazioni) entro il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti l’imposta e’ dovuta per la parte eccedente; in ipotesi di controversia conclusasi positivamente con un verbale di accordo del valore di 150.000 euro, che si voglia o si debba sottoporre a registrazione presso l’Agenzia delle Entrate o alla Cancelleria del Tribunale, l’imposta di registro dovuta sarà determinata solo sul differenziale rispetto alla soglia in esenzione, pari ad un valore di 100.000 euro.

Secondo il disposto del successivo comma 8, alla copertura degli oneri derivanti dalle disposizioni dei commi 2 e 3, valutati in 7,017 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010, si provvede, come accennato in apertura, mediante corrispondente riduzione della quota delle risorse del “Fondo Unico Giustizia” di cui all’articolo 2, comma 7, lettera b) del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, e dei commi 3 e 4 dell’articolo 7 del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri della giustizia e dell’interno, in data 30 luglio 2009, n. 127 che, a tal fine, resta acquisita all’entrata del bilancio dello Stato.

Nel caso, dall’attività di monitoraggio, cui deve provvedere il Ministro dell’economia e delle finanze, per gli oneri di cui ai commi 2 e 3, si verifichino scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 8, resta acquisito all’entrata l’ulteriore importo necessario a garantire la copertura finanziaria anche del maggior onere, sempre a valere sul Fondo unico giustizia.

Al comma 4 si dispone, rimandando alla normativa secondaria, che con il decreto (da emanare alla data odierna) del Ministero della Giustizia, di cui all’art. 16 comma 2, di disciplina della formazione del registro degli organismi di mediazione (e sua revisione) sono determinati:
a) l’ammontare minimo e massimo delle indennità spettanti agli organismi di mediazione pubblici, il criterio di calcolo e le modalità di ripartizione tra le parti;
b) i criteri per l’approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli organismi costituiti da enti privati;
c) le maggiorazioni massime delle indennità dovute, non superiori al venticinque per cento, nell’ipotesi di successo della mediazione;
d) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione e’ condizione di procedibilità ai sensi dell’articolo 5, comma 1.

Con il successivo comma 5 si stabilisce che quando la mediazione e’ condizione di procedibilità della domanda ai sensi dell’articolo 5, comma 1, quindi, in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, all’organismo di mediazione non e’ dovuta alcuna indennità dalla parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115.
A tale fine la parte e’ tenuta a depositare presso l’organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, la cui sottoscrizione può essere autenticata dal medesimo mediatore, nonché a produrre, a pena di inammissibilità, se l’organismo lo richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicità di quanto dichiarato. Al Ministero della Giustizia è demandato, poi, il monitoraggio delle mediazioni concernenti i soggetti esonerati dal pagamento dell’indennità di mediazione da tenere in conto per la determinazione, con il decreto ministeriale di cui all’articolo 16, comma 2, delle indennità spettanti agli organismi pubblici, in modo da coprire anche il costo dell’attività prestata a favore dei soggetti aventi diritto all’esonero. E’ questo un innegabile ulteriore vantaggio, concesso alle parti, in determinate condizioni economiche, quale requisito indispensabile, che il legislatore ha stabilito, sia per non contrastare le previsioni dell’art 24 della Costituzione (azione e difesa quale diritto inviolabile anche per i non abbienti) introducendo un ostacolo ingiustificato all’accesso alla giurisdizione, sia nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa comunitaria n. 2002/8/CE del 2003 di sollevare le parti incapaci di sostenere il peso economico del processo, anche dagli oneri necessari allo svolgimento di procedimenti stragiudiziali, quali la mediazione, quando il ricorso a quest’ultimi sia imposto per legge.

Infine, il Decreto Legislativo del 4 marzo n. 28 in vigore dal 20 marzo 2010, attuativo della delega di cui all’art. 60 L. 69/2009, istituisce, all’art. 4 comma 3, l’obbligo a carico dell’Avvocato, a pena di annullabilità dell’atto di conferimento dell’incarico, di rendere per iscritto al proprio cliente una informativa per le materie per le quali il ricorso al procedimento di mediazione e’ facoltativo e nelle ipotesi per le quali la mediazione e’ posta quale condizione di procedibilità della domanda, nonché delle connesse agevolazioni fiscali previste dagli artt. 17 e 20.
Nell’ipotesi di materie per le quali il ricorso al procedimento di mediazione è facoltativo l’informativa sulla possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione e delle connesse agevolazioni fiscali previste dagli artt. 17 e 20 del citato decreto deve essere fatta a partire dal 20 marzo 2010, al momento del conferimento dell’incarico.

Nell’ipotesi di materie per le quali la Mediazione è posta quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, ai sensi del più volte richiamato art. 5 comma 1, l’informativa sull’obbligo di dover procedere al preventivo esperimento di un tentativo di mediazione dinanzi ad un Organismo, pubblico o privato, iscritto al Registro istituito presso il Ministero della Giustizia a pena di improcedibilità dell’eventuale futura azione in sede giudiziaria e delle connesse agevolazioni fiscali previste dagli artt. 17 e 20 del citato decreto deve essere fatta a partire del 20 marzo 2011, al momento del conferimento dell’incarico. Il documento che contiene l’informativa di cui sopra, deve essere sottoscritto dall’assistito e deve essere allegato all’atto introduttivo del giudizio.

Per concludere questa analisi dei vantaggi economico/fiscali del decreto, si deve riconoscere lo sforzo del legislatore di dare un forte impulso alla procedura di mediazione, attraverso la previsione delle esenzioni e delle altre forme di agevolazioni fiscali esaminate; procedura, che è bene ribadire anche in questa sede, viene disciplinata più che nelle modalità di svolgimento o nelle tecniche da adottare nelle varie fasi, cioè nel “rito”, nella sua struttura generale: quanto ai soggetti denominati organismi, sottoposti alla vigilanza del Ministero di giustizia e ai soggetti denominati mediatori abilitati alla conduzione del procedimento, in termini di possesso dei requisiti rispettivamente di solidità e di professionalità.

commenti
  1. maria
    30 marzo 2012 a 16:30 | #1

    Buongiorno, vorrei aprire un organismo di mediazione, , il dubbio che mi rimane è: come indicare al ministero il nominativo a cui potrà andare il credito d’imposta.
    il ministero ento il 30 di aprile dovrebbe comunicare sia all’interessato che all’agenzia delle entrate il credito spettante , ma non capisco come.

    grazie mille

  1. Nessun trackback ancora...
Articoli Consigliati
Accordarsi sull’accordo
L’istituto della mediazione civile è stato introdotto nel nostro ordinamento in tempi relativamente recenti ed ha avuto per ora un’applicazione...
“Venturing Beyond the Classroom” di James Coben, Giuseppe De Palo e Chris Honeyman
Annunciato da oltre un anno, è finalmente uscito Venturing beyond the classroom, il secondo volume del libro di successo Rethinking Negotiation...
Mediation in civil and commercial disputes: what it truly is and how it actually works
Si è svolta a Bruxelles lo scorso 17 settembre, un’intera giornata di convegno per approfondire la tematica del ruolo dell’avvocato, in particolare...
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. ok