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24 febbraio 2011

Giuseppe Grechi: “Ottimo compromesso. Avanti senza esitazioni con la mediazione”

di Redazione Soluzioni ADR
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Giuseppe GrechiPresidente Grechi, da magistrato ad appassionato sostenitore della mediazione. Continuità o rottura?

Nessuna rottura, anzi mi muovo sulla linea della continuità. La mediazione l’ho sposata da tempo, e con convinzione. Nel corso della mia esperienza professionale, ho sperimentato l’importanza delle procedure stragiudiziali al fine di alleggerire il carico del nostro sistema giustizia. Non a caso ho sostenuto con forza l’avvio del progetto “Conciliamo” in materia di mediazione delegata, che rappresenta tutt’ora un modello di riferimento, non solo in Italia.

Sulla necessità della mediazione non ci sono più dubbi, ciò nonostante si è assistito in questi giorni a un scontro all’ultimo colpo sul tema del rinvio dell’obbligatorietà. Cosa pensa dell’emendamento 1316 approvato ieri in Commissione giustizia e bilancio, d’accordo con il governo, per la proroga di 12 mesi solo per condominio e rc auto?

Plaudo a questa soluzione, che ritengo la più equilibrata e sensata possibile. Nessuna rivoluzione è indolore, e un rinvio indiscriminato sarebbe stata una iattura.

Alcuni hanno però parlato di soluzione “spezzatino”: il rinvio di 12 mesi per condominio ed rc auto, tutto il resto parte il 20 marzo 2011.

In questi giorni si è discusso tanto, forse troppo, sulle diverse soluzioni. Dalle posizione estreme dell’avvocatura, che chiedeva il rinvio in toto alla richiesta di un’attuazione piena di quanto stabilito dal D.Lgs 28/2010, a chi voleva che la macchina partisse tra poco più di un mese. Ripeto, l’emendamento dà una risposta equilibrata alle esigenze del Paese. Difatti, introdurre l’obbligatorietà per tutte le materie disciplinate dall’art. 5 del D.Lgs avrebbe rappresentato una soluzione troppo impegnativa, visto il tempo che si è perso, e si sta perdendo, in inutili polemiche.  Ma la macchina è certo pronta per partire per iniziare a gestire da subito molte diecine di migliaia di lite. Molti organismi di mediazione si siano attivati in vista del fatidico 20 marzo 2010. Questo è un dato oggettivo, che non si può certo ignorare. Per questi motivi, un rinvio generalizzato sarebbe stato concettualmente inaccettabile

Ma gli avvocati continuano a sostenere che i tempi non siano maturi e che manchino professionisti sufficienti a supportare il carico di lavoro derivante dall’attuazione del decreto. Lamentano problemi strutturali. Non crede che, con più tempo, si possa garantire un servizio migliore?

Il concetto di “tempi maturi” mi fa sorridere. Cosa si intende con questa espressione? Se ci si riferisce a una predisposizione mentale, credo sicuramente che una parte dell’avvocatura abbia ragione: non tutti sono preparati alla mediazione, non tutti la conoscono. Il governo in questi mesi ha lanciato una campagna di promozione della mediazione, e parte dell’avvocatura si è scagliata anche contro di essa. Se, al contrario ci si riferisce ad una preparazione di natura logistica – e credo che di questo si tratti – devo dire che sono i dati a rispondere, non certo io. Il registro degli organismi di mediazione segna un numero crescenti enti pronti a partire, ma non solo. Tutte le principali categorie produttive hanno chiesto formalmente al Governo di non rinviare l’entrata in vigore dell’obbligatorietà, e di predisporre un meccanismo di valutazione dell’impatto della mediazione, a marzo del 2012. Se non si inizia non si potrà valutare, con dati alla mano, l’efficacia della mediazione. Il messaggio che sta passando in questi giorni, leggendo i giornali, è quello di un fronte compatto dell’avvocatura contrario all’entrata in vigore della mediazione obbligatoria. In realtà non tutta l’avvocatura si identifica nell’OUA e nella sua posizione intransigente.

Ma non teme che l’entrata in vigore dell’obbligatorietà, specialmente in alcune aree dove non vi è ancora copertura, rappresenti un rischio grave per la tutela dei cittadini?

Ci saranno sempre delle aree più proattive e altre meno: è nella natura delle cose, e delle rivoluzioni culturali. Ma questo non può essere una scusante per non agire e lasciare tutto così com’è. Dietro alle posizioni di certa avvocatura temo ci siano più degli interessi corporativistici che un’effettiva valutazione delle esigenze del Paese. La soluzione approvata ieri sera risponde esattamente all’esigenza di sperimentare le novità normative, tutelando i cittadini.

Perché divenire consigliere di amministrazione di ADR Center.

Perché mi riconosco nei loro valori. Il comitato scientifico della società e l’organo indipendente di controllo includono personalità di rango internazionale, come Piero Luigi Vigna.  Inoltre, la mia presenza in seno al CdA è anche un messaggio forte per tutti i mediatori di ADR Center, tra i quali figurano tanti ex magistrati.

commenti
  1. Gemma Ferrero
    19 marzo 2011 a 14:44 | #1

    Concordo: non tutti gli avvocati sono contrari alla mediazione.

  2. alessandro chinello
    27 febbraio 2011 a 21:57 | #2

    intervento OK. La mediazione E’ la soluzione del problema giustizia.

  3. Carlo Alberto Calcagno
    12 febbraio 2011 a 18:24 | #3

    Sono contento che un così eminente magistrato sostenga le sorti della mediazione civile e commerciale e a nome credo di tutti i mediatori lo ringrazio dal profondo del cuore.
    Però, visto che ne parliamo, non comprendo la logica del rinvio parziale.
    Registro in generale che diversi senatori che hanno richiesto in precedenza il rinvio parziale hanno invocato pure il rinvio in toto. Ce ne sono in particolare due che hanno mantenuto, a mio giudizio, un percorso perlomeno curioso: hanno chiesto il rinvio della mediazione obbligatoria al 31 marzo 2012, al 30 giugno 2012 e al 30 settembre 2012 e poi il rinvio parziale indicato(emendamenti 1.246; 1.247; 1.248; 1.249; 1.250).
    Gli emendamenti (1.201; 1.246; 1.285; 1.288; 2.0.232; 2.403; 2.623) presentati poi nel senso del rinvio parziale sono, se non erro, tutti dell’identico tenore e nel senso indicato dall’articolo in commento, ma in data 10/02/11 si è sentito il bisogno di inserirne un altro di cui peraltro sul sito del Senato non sono concretamente riuscito a rinvenirne traccia: l’emendamento 1.10000 che è stato approvato dopo che era stato approvato il rinvio totale (em . 1.316), cosa che condurrà ad una inevitabile battaglia in aula tra maggioranza ed opposizione, se non si metterà la fiducia su un maxi-emendamento ancora differente, come si ventila in queste ore.
    In ogni caso le controversie condominiali sono conflitti multi parte che abbisognano di procedure particolari e complesse (ad es. la presenza di due mediatori e di sessioni preventive), ma ce ne sono altre nell’art. 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28 che hanno almeno potenzialmente queste caratteristiche e per cui il rinvio non è stato invocato: se il rinvio fosse stato richiesto dagli organismi sarebbe stato dunque ragionevolmente più corposo; se il rinvio non è stato chiesto da loro – come credo fermamente – francamente non riesco a capirlo (tanto più che l’entrata in vigore della condizione di procedibilità non tocca nemmeno i procedimenti in corso: v. art. 24 c. 1).
    In ordine alle controversie sui sinistri considero la conciliazione come uno sbocco naturale (peraltro negli Stati Uniti la conciliazione valutativa nasce appunto in questa materia negli anni ’80), specie nel caso ci sia di mezzo una preventiva perizia contrattuale: e quindi a maggior ragione non ne comprendo la ragione.
    Senza contare che i periti, per le informazioni che dispongo, non aspettano altro che la mediazione obbligatoria parta.
    Grazie comunque di avermi accolto e di aver aperto questo dibattito.

  4. Marco L.
    11 febbraio 2011 a 19:23 | #4

    Condivido al 1000 per 1000. Complimenti per l’autorevolezza dell’intervento.

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