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20 febbraio 2005

Conciliazione e impasse negoziali

di Viviana Clementel
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Spesso, nel corso di una conciliazione, si verificano degli impasse, cioè dei momenti in cui sembra che la conciliazione non possa più proseguire ed appare inevitabile la continuazione della discussione presso gli organi giurisdizionali.

E’ proprio in queste situazioni che i contendenti si rivolgono al conciliatore, affinchè permetta il superamento di quelle difficoltà  che impediscono di addivenire ad una soluzione amichevole della controversia. Per raggiungere tale obiettivo il terzo neutrale deve incentivare i disputanti ad adottare un approccio collaborativo, basato sulla fiducia, che permetta ai contendenti di abbandonare preconcetti e idee precostituite e di essere aperti, creativi ed intuitivi. Infatti, come ha sostenuto Albert Einstein, non è possibile rinvenire la soluzione dei problemi nello stesso contesto nel quale sono sorti.

Quindi la creatività , cioè ogni atto, idea o prodotto che modifica una richiesta esistente o che la trasforma in una nuova (secondo la definizione fornita da Mihaly Csikszentmihalyi), è fondamentale per risolvere i conflitti liberi da strategie predeterminate. Per poter essere creativi i contendenti devono essere aperti al dialogo, all’ascolto e quindi liberi da preconcetti. Essi non devono partire dal presupposto che le loro idee sono le uniche ammissibili, ma devono ammettere che possono esistere altre possibilità  che non sono ancora state prese in considerazione. Devono quindi essere flessibili ed accettare di muoversi in un mare di molteplici possibilità , legali e attuali, che può essere esplorato pienamente solo attraverso la continua interazione con l’altro disputante.

Attraverso la creatività  è quindi possibile avere un quadro completo della problematica. Per far ciò i contendenti devono ascoltare le altrui idee con uno spirito aperto, senza scartarle a priori. Il non prestare attenzione alle proposte della controparte determina necessariamente un impasse nella conciliazione. Tale impasse è determinato dalla paura e dall’insicurezza del contendente, che è attaccato alla propria idea per paura di uscire dal round table completamente sconfitto. Comunque, ascoltare e vagliare le altrui proposte non deve determinarne un’accettazione incondizionata.

Affinchè i contendenti possano essere creativi e servirsi della loro intuizione, è necessario che tra di loro si instauri una relazione, basata sulla reciproca fiducia e sulla collaborazione. La fiducia può essere considerata come quell’elemento che permette alla creatività  di prender forma. La sua assenza si manifesta nell’adozione di comportamenti difensivi, che determinano l’insorgere di un impasse. Particolarmente complessa risulta la situazione quando uno dei disputanti sia privo di autostima, non creda di essere in grado di raggiungere una soluzione soddisfacente della controversia. In tal caso risulta altamente improbabile che il contendente insicuro possa fidarsi della controparte e sforzarsi di ricercare un accordo accettabile anche dalla controparte, ma è molto più probabile che si fossilizzi sulle proprie posizioni e rifiuti di collaborare con la controparte.

La collaborazione, assieme alla fiducia, permette di individuare soluzioni creative a problemi complessi. Tali soluzioni, venendo ideate da più persone, sono accettate e implementate dagli ideatori-disputanti e quindi sono migliori di quelle che possono venir ideate da un singolo individuo, il quale, basandosi sulle sue sole conoscenze, non può avere una visione completa della fattispecie e di conseguenza le sue soluzioni non potranno che essere parziali e insoddisfacenti. La conoscenza della fattispecie, unita alla consapevolezza dell’impatto che questa ha avuto sulla controparte, è fondamentale per permettere l’instaurazione di un rapporto di fiducia e di collaborazione. Infatti, risulta difficile addivenire alla soluzione di un accordo quando la controparte è sopraffatta da sentimenti di odio e di paura. E’ quindi molto importante che le parti in lite prestino attenzione al tono e alle parole che vengono usate e agli effetti che questi possono produrre sulla controparte. Conseguentemente una particolare sensibilità , unita alla consapevolezza anche di ciò che è apparentemente irrilevante e impercettibile, può facilitare la risoluzione della controversia.

Prima di esprimersi le parti dovrebbero interrogarsi circa l’effetto che determinate affermazioni, formulate in una data maniera, utilizzando un certo tono di voce, potrebbero produrre sulla controparte e se queste siano in grado di provocare complicità  e sinergia con la controparte oppure l’effetto opposto. Complicità  e sinergia permettono l’instaurazione di un rapporto basato sulla fiducia e una reale collaborazione. Quando si instaura questa situazione difficilmente si verificano degli impasse, poichè i contendenti si impegnano a cercare delle opzioni e a fare dei piani per risolvere i problemi.

Creatività , fiducia, collaborazione e sinergia sono pertanto elementi necessari per una conciliazione di successo, scevra da impedimenti ed impasse.

Viviana Clementel

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