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3 luglio 2007

Conciliare dove e come

di Luigi Cominelli
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In un recente articolo pubblicato su mediate.org, Paula Young considera l’importanza di scegliere il luogo adatto per l’incontro di conciliazione. Il consiglio classico in materia di solito è quello di utilizzare i locali del tribunale quando la conciliazione è di tipo giudiziale, o di alternare gli studi degli avvocati di parte nel caso in cui vi siano più incontri. Questi consigli tuttavia ignorano alcuni fondamentali aspetti psicologici ed emozionali che rischiano di andare a impattare in maniera decisiva sulla qualità e sul risultato della conciliazione. Anche l’aula di tribunale o lo studio dell’avvocato possono essere i luoghi più pratici per svolgere una conciliazione, ci sono diversi fattori da considerare attentamente.
Alcuni esperti suggeriscono in primo luogo di utilizzare un tavolo rotondo: ciò riduce le differenze di potere tra le parti e aumenta la sensazione che il conciliatore sia neutrale. Anche le sedie intorno al tavolo lanciano un messaggio non verbale. Meglio sedie regolabili, che mettono a loro agio chi non è proprio alto di statura, e che quindi aiutano in generale le donne, che in media sono più basse.
Nella conciliazione il senso di sicurezza è altrettanto importante: il conciliatore deve fornire indicazioni precise per raggiungere il luogo dove si terranno gli incontri, scegliere un luogo raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblici o privati e che sia sufficientemente sicuro anche di sera, preoccuparsi delle possibilità di parcheggio, chiedere se le parti hanno particolari necessità quali l’accesso per i disabili, le aree per i fumatori, i servizi di traduzione o i requisiti dietetici.
Nella mediazione familiare vi sono ulteriori ragioni per tutelare la sicurezza, perché vi sono forti emozioni in gioco e talvolta emergono storie di violenza domestica mai emerse prima. In questi casi il conciliatore può adottare particolari precauzioni: tenere le parti in sale separate, accertarsi che sia presente del personale per gestire le situazioni più difficili, stabilire orari di ingresso e di uscita distanziati per le parti, scortare le parti verso la loro automobile.
Gli aspetti da considerare riguardo alle sale in cui avvengono gli incontri sono innumerevoli. Servire il caffé crea un’atmosfera amichevole. Anche la cura degli ambienti (pulizia, illuminazione, aerazione) contribuisce positivamente al clima della conciliazione. Le persone più portate alle sensazioni visive necessitano di uno spazio libero di fronte a sé, per concentrarsi sulle informazioni che ricevono. Il colore rosso sulle pareti sollecita disagio e aggressività, mentre blu e verde danno sensazione di sicurezza ma anche distacco emotivo. Quelle orientate alle sensazioni auditive hanno bisogno, invece, di un ambiente libero dal suono del telefono, dal ticchettio di un orologio o dal brusio dei fax e dei computer, ma anche dai rumori esterni del traffico o di un cantiere. Le persone orientate al movimento si trovano a loro agio con una moquette e sedie morbide, e un locale sufficientemente ampio da consentirgli di muoversi avanti e indietro. La luce naturale aiuta a percepire l’ambiente come più spazioso, ma è opportuno schermare con tende per evitare le distrazioni esterne. La temperatura della stanza deve essere più calda al mattino e più fredda dopo pranzo, quando si tende ad assopirsi. Anche la scelta del cibo è importante, per fornire alle parti gli zuccheri necessari ma anche per mostrare rispetto verso i loro bisogni.
Per quanto riguarda la dotazione degli ambienti, è opportuno fornire tutte le attrezzature e la cancelleria che potrebbero rendersi necessari (fax, stampanti, computer). I fazzoletti di carta veicolano il messaggio che anche manifestare le emozioni più intense è ammissibile quando sono in gioco questioni così importanti.
In una conciliazione relativa ad un incidente stradale, ad esempio, un conciliatore ha portato dei modellini di automobile che hanno contribuito a sdrammatizzare la ricostruzione degli eventi e collocarla in una nuova prospettiva, oltre a semplificare la comunicazione. Altri conciliatori hanno dotato le sale di attesa di giochi, per aiutare le parti ad alleviare la tensione e a non annoiarsi.
da “The Where of Mediation: Choosing the Right Location for a Facilitated Negotiation” di Paula Young,  Mediate.org
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