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18 maggio 2006

Conciliare con la meditazione

di Rachele Neferteri Gabellini
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Tutti conviviamo con paure, dubbi, pregiudizi, insicurezze, passioni e un’innumerevole serie di stati mentali che condizionano la nostra esistenza. Quando questi stati si manifestano in maniera estrema, reagiamo spesso in modo errato e distruttivo, e inconsciamente rischiamo di farci opprimere dalle nostre stesse emozioni senza davvero comprenderle. Nelle coppie che affrontano un divorzio, ad esempio, tali sconvolgimenti emotivi si presentano in modo costante, e durante le sessioni di conciliazione il conciliatore deve saperli gestire e comprendere. Il conciliatore gioca in questo caso un ruolo di fondamentale importanza non solo nella gestione della controversia, ma anche e soprattutto nella comprensione degli stati d’animo della coppia. Compito dei conciliatori familiari è anche quello di comprendere e gestire gli stati mentali negativi e incoraggiare la coppia a concentrarsi sulle proprie emozioni per trasformarle in stati mentali positivi. Questo tipo di conciliazione può anche essere condotto attraverso le tecniche di meditazione, per consentire alle parti di acquisire la consapevolezza dei propri stati d’animo. Le tecniche di meditazione, definite anche di “meditazione consapevole”, sono pratiche antiche utilizzate dalla religione buddista, e si basano sulla capacità  di focalizzare le proprie emozioni attraverso la respirazione. La meditazione consente di acquisire progressivamente consapevolezza del proprio corpo e delle sensazioni che proviamo attraverso di esso, per arrivare infine a controllare anche la mente. Le tecniche di respirazione utilizzate nella meditazione permettono di conoscere e controllare i propri stati mentali, e consentono quindi di gestirli. Meditare per raggiungere la “consapevolezza”significa riuscire a comprendere i propri stati d’animo non appena si manifestano, e viverli nel presente trasformandoli in emozioni positive. Le tecniche di meditazione abbinate alla conciliazione sono uno strumento sicuramente efficace per agevolare la risoluzione della controversia. La meditazione consente di fatto al conciliatore di apportare un valore aggiunto alla gestione del conflitto, trasformando gli stati d’animo negativi delle parti in chiarezza mentale ed emozioni positive. Ma il conciliatore che utilizza la meditazione deve essere in grado di applicare tale metodo anche su se stesso. La capacità  di gestire le proprie emozioni, infatti, è un fattore cruciale per essere in grado di mostrare empatia verso gli stati d’animo negativi dei propri clienti. Rachele Neferteri Gabellini

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