+39 06 36 09 37
Il portale di riferimento sulla risoluzione alternativa delle controversie
Nr. 1 Registro organismi di mediazione Ministero della Giustizia
19 febbraio 2010

ADR nel mondo

di Giuseppe De Palo e Mary B. Trevor
Print Friendly

Il Libano costituisce sempre di più un attivo centro regionale ed internazionale per il commercio e gli scambi del Medio Oriente. Se il 2008 è stato, per l’economia libanese, l’anno della “schiarita” (crescita annua stimata all’8%, rilancio del turismo e dei consumi, inflazione contenuta, aumento dell’interscambio, livelli record di afflusso di capitali), il 2009 può essere considerato quello del “consolidamento”. La tregua politica sancita dall’Accordo di Doha del maggio 2008 ha permesso di rilanciare il turismo e di ripristinare un sentimento di fiducia nel paese dei Cedri, stimolando livelli record di afflusso di capitali. Inoltre il paese può contare su un’economia libera, un ambiente finanziario dinamico, un capitale umano qualificato, infrastrutture in espansione, e un ambiente multiculturale, offrendo quindi uno dei contesti più adatti ad accogliere gli investimenti stranieri.

 Il Libano è inoltre firmatario di numerose importanti accordi internazionali in materia di ADR: ha ratificato senza riserve la Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento delle sentenze sull’arbitrato e la loro applicazione e la Convenzione ICSID http://icsid.worldbank.org/ICSID/StaticFiles/basicdoc/CRR_English-final.pdf , o Convenzione di Washington, per la creazione di un Centro Internazionale per la risoluzione delle controversie che hanno come oggetto investimenti (Convention on the Settlement of Investment Disputes between States and Nationals of Other States). L’ICSID (International Centre for Settlement of Investment Disputes – http://icsid.worldbank.org/ICSID/Index.jsp ) è stato creato dalla Banca Mondiale nel 1966 e conta più di 155 paesi firmatari.

Il Libano ha un sistema di diritto civile multilivello e le controversie di natura commerciale vengono giudicate esclusivamente in alcune sedi. Nei cinque distretti libanesi vengono ogni anno presentate tra le 1300 e 2000 controversie commerciali. A seconda dell’oggetto e dell’ammontare, ogni caso viene sottoposto o a un giudice di prima istanza che opera come giudice commerciale ma che si occupa anche di altri ambiti oppure dinnanzi ad un tribunale commerciale di prima istanza, composto da un gruppo di tre giudici che si occupano esclusivamente di controversie commerciali.  Tranne pochissime eccezioni, non vi è differenza di trattamento legale tra le controversie commerciali che coinvolgono investimenti nazionali o internazionali.

L’arbitrato e i limiti al suo utilizzo
Le parti possono ricorrere all’arbitrato e alla mediazione per risolvere le controversie commerciali. La Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Beirut e Mount Lebanon, meglio nota come CCIB è l’unico grande centro attivo che fornisce servizi di arbitrato in Libano. La CCIB ha stabilito determinate regole per gli arbitrati. I casi devono, infatti, essere presentati dinnanzi ad un tribunale creato apposta o a un mediatore scelto appositamente dal CCIB per coloro che vogliono servirsi di una risoluzione amichevole.

Nel 2002 la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Tripoli e del Libano settentrionale (CCIT) ha creato un centro di arbitrato che ha definito alcune regole per l’arbitrato e la mediazione che si rifanno alle disposizioni obbligatorie del codice libanese di procedura civile. Tuttavia nessuna richiesta di arbitrato è stata presentata alla Camera finora. Le regole della CCIB su mediazione e arbitrato interessano i casi sottoposti alla CCIB stessa e al CCIT. I due organismi designano i membri di un tribunale chiamato Corte Arbitrale che è responsabile della risoluzione di conflitti internazionali così come locali attraverso il processo di arbitrato.

L’arbitrato è disciplinato dalle norme contenute nel codice di procedura civile libanese del 1983, che si è largamente ispirato alla legislazione francese. Le disposizioni riguardano sia l’arbitrato di controversie commerciali sorte a livello domestico che internazionale. Il 29 luglio 2009, il Parlamento libanese ha approvato la legge 440, che ha introdotto numerosi cambiamenti e chiarimenti al codice in merito all’arbitrato domestico.  Posto che lo stato e i suoi enti possono ricorrere all’arbitrato, si è aggiunta una disposizione secondo cui le parti possono anche indicare un arbitro nelle loro clausole contrattuali per dare seguito all’accordo arbitrale stesso. La legge no.440 inoltre prevede che un arbitro possa decidere delle misure provvisorie e che la revoca di questo potere sia passibile di ricorso. Ogni anno, tra le 60 ed 80 cause di arbitrato domestico ed internazionale sono sottoposte ai tribunali di Beirut per exequatur— per lo più, convalide di sentenze e la loro messa in atto- ma questo numero non è totalmente realistico a causa della natura confidenziale di certi procedimenti, e alla possibilità delle parti di dare seguito al lodo in maniera volontaria.  Una volta che è stato determinato il lodo uno degli arbitri o una delle parti dovrebbe ottenere l’exequatur dalla corte di prima istanza appropriata, che si occuperà di rendere il lodo esecutivo. 

In generale, tuttavia, il numero reale delle controversie di natura commerciale non corrisponde al numero qui stimato degli arbitrati e cause pendenti. È ancora presente in Libano molta diffidenza riguardo la procedura di arbitrato, nonostante esso si regga su una solida struttura legale. La stessa riluttanza permane però anche nei confronti dei tribunali a causa di procedure lunghe (di solito durano come minimo due anni) e delle limitate competenze giudiziarie nel risolvere questo tipo di controversie. Le parti sono così sempre più spesso inclini a una risoluzione amichevole fuori dai tribunali attraverso la negoziazione, con o senza i loro avvocati, senza l’uso di uno specifico meccanismo di risoluzione alternativo.

La mediazione
L’utilizzo della mediazione ha le sue radici in Libano nelle pratiche tradizionali tipiche della cultura araba e islamica. Questo significa che è abbastanza frequente ricorrere ad una terza persona per la risoluzione dei conflitti, un terzo neutrale che però è spesso direttamente collegato alle parti. Per questo motivo il mediatore è coinvolto di prima persona nel processo e usa argomenti sociali e molto soggettivi per risolvere la lite. Le parti non danno molto peso alle sue competenze accademiche o alle sue qualifiche, ma si concentrano sulla sua età e sull’esperienza. Anche la famiglia e/o l’origine confessionale del mediatore può essere un elemento che pesa sulla scelta del mediatore. Di conseguenza, la designazione del mediatore è basata sul suo rapporto neutrale con le parti ma soprattutto sul mutuo rispetto che esse hanno per quella persona.

Non esiste una legge sulla mediazione in Libano. Il diritto libanese prevede in modo specifico l’utilizzo della mediazione dei conflitti connessi ai contratti collettivi di lavoro e nelle liti che riguardano i consumatori.

Gli organismi che offrono il servizio di mediazione in Libano sono il CCIB e la Camera di Commercio, Industria ed Agricoltura di Tripoli. Si stanno attualmente registrando in Libano molte attività per incentivare l’uso della mediazione. Recentemente, è stata creata un’associazione sotto il nome di “Mediatori senza Frontiere”. In più, la Commissione per la Modernizzazione delle leggi nel parlamento libanese sta prendendo in esame una bozza di legge sulla mediazione giudiziale che possa facilitare il deferimento delle cause al processo di mediazione da parte dei giudici, in quanto non esiste ancora nessun meccanismo del genere. Laboratori di formazione e forum sulla mediazione sono stati organizzati recentemente a Beirut. Inoltre sono stati sviluppati dalle università libanesi, in  collaborazione con università di Parigi, dei programmi orientati ad offrire seminari accademici sull’ADR.

In generale, mentre l’utilizzo dell’arbitrato e della mediazione in Libano manca di una vera e propria cornice legale di riferimento e questa situazione ha costituito uno dei maggiori limiti per coloro che vogliono organizzare corsi in materia, ci sono degli sviluppi nell’area dell’ADR che possono comportare una maggiore disponibilità e un più facile accesso a tali pratiche.

 Il capitolo libanese originale è stato scritto da Fatima Abdallah, Alexandra Absi, Chadia El Meouchi e Ramy Torbey. La traduzione in italiano dell’articolo è stata curata da Paola Guttadauro e Flavia Orecchini.

commenti
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Articoli Consigliati
Parere del CSM allo schema di decreto legislativo
Parere allo schema di decreto legislativo: “Attuazione dell’art. 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla...
Corso per Conciliatori di Controversie Civili e Commerciali
Roma, 4-5-11-12-18-19 Marzo 2010
L’appuntamento con la formazione dei conciliatori di controversie civili e commerciali è previsto a Roma nel mese di marzo. Dopo la...
Guido Alpa: “Tra gli strumenti che dovrebbero consentire la riduzione dei processi pendenti si colloca in primo piano la mediazione mediante conciliazione obbligatoria”
Tra gli strumenti che dovrebbero consentire la riduzione dei processi pendenti si colloca in primo piano la mediazione mediante conciliazione...
Newsletter

NON PERDERTI LE NEWS SUL MONDO
DELLA MEDIAZIONE E GIURISPRUDENZA

Iscriviti alla Newsletter per ricevere le notizie in ambito giuridico e di gestione delle controversie.
Ho letto e accetto l’Informativa sulla Privacy

Loading...
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Questo sito utilizza i cookie, anche di terze parti, per inviarti messaggi promozionali personalizzati.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. ok