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3 luglio 2007

Accontentiamoci di non litigare

di Redazione MondoADR
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Uno degli errori più frequenti compiuti da avvocati e giudici con le coppie separate fortemente conflittuali, è quello di tentare di fare andare d’accordo le parti nell’interesse dei figli.

 

L’obiettivo tuttavia si rivela sempre irraggiungibile, e il risultato del nobile proposito è di esacerbare ancora di più il conflitto. Anche se tutti i genitori affermano di avere a cuore l’interesse dei figli prima di tutto, spesso confondono questo interesse con il loro, e in particolare con il desiderio di vendicarsi dell’altro.

 

In queste situazioni la scelta più saggia è probabilmente quella di aiutare questi genitori a disimpegnarsi dal conflitto e a limitare i contatti, stabilendo in primo luogo limiti chiari e regole precise nei rapporti, rassegnandosi al fatto che ciascuno manterrà con i figli il proprio stile e le proprie abitudini. Quest’ultimo punto viene accettato difficilmente dal genitore, che teme che l’altro mandi al proprio figlio segnali contraddittori. Tuttavia, bambini e i ragazzi sono abituati ad adattarsi a differenti aspettative di comportamento (salvo naturalmente i casi di abuso o di abbandono).

 

A scuola ad esempio, di fronte ai diversi stili educativi di ogni insegnante, i ragazzi sanno perfettamente come comportarsi a seconda di chi hanno di fronte, senza per questo sentirsi confusi. È quando un educatore pretende di stabilire i criteri educativi assoluti che nascono anarchia e confusione.

 

Per ottenere il reciproco disimpegno è necessario stabilire un piano “genitoriale” che prevenga i problemi e individui le aree di interferenza e di conflitto. È purtroppo necessario delineare confini molto precisi all’autorità di ciascun genitore sul maggior numero possibile di punti controversi attuali o potenziali.

 

È inoltre necessario evitare il più possibile i contatti fra genitori, e quando le comunicazioni sono necessarie, ricorrere alla vigilanza di un terzo neutrale, al quale il genitore mandi per esempio in copia le comunicazioni via e-mail. Se i toni rimangono troppo aggressivi, il terzo potrà incaricarsi di visionare preventivamente il testo di ogni comunicazione, e potrà cercare di istruire il genitore su come sfumare il messaggio. Il conflitto in questo modo può anche raffreddarsi, e i figli trarranno beneficio da un ambiente più sereno.

 

Da Gary Direnfeld, Forget Harmony, Settle for Peace, mediate.com

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