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12 febbraio 2005

Lo Uniform Mediation Act legge anche in Ohio

di Redazione MondoADR
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Lo Uniform Mediation Act e la sua clausola di riservatezza hanno facilmente passato il vaglio del Senato dell\’Ohio, ed il Gov. Robert Taft molto probabilmente firmerà  la Legge nel corso delle prossime settimane.

William Weisenberg, vice direttore per le Relazioni Pubbliche e per le relazioni del Governo presso l\’Albo degli Avvocati dell\’Ohio, ha detto che “non ci sono state opposizioni rilevanti al ddl” e ha previsto che Taft lo firmerà  presto. C. Eileen Pruett, program manager presso la sezione di Risoluzione delle Controversie presso la Corte Suprema dell\’Ohio, ha confermato tale previsione, aggiungendo che il ddl era stato largamente appoggiato tra i legislatori e tra gli addetti ai lavori. H.B. 303 è stato approvato a larga maggioranza dal Senato lo scorso 8 Dicembre, ottenendo un forte supporto anche alla Camera lo scorso Aprile.

Pruett ha detto che il ddl è stato quindi rimandato alla Camera al fine di affrontare alcuni emendamenti tecnici per errori di formulazione, ma che un accordo non mancherà . L\’accoglimento del ddl da parte dei legislatori dell\’Ohio richiama la decisione del Governatore del New Jersey, Richard J. Codey, di trasformare in Legge il Codice Uniforme di Conciliazione lo scorso 22 Novembre.

Lo Uniform Mediation Act fornisce ai partecipanti alla conciliazione ed ai conciliatori il diritto a rifiutare di rivelare il contenuto delle comunicazioni fatte durante la conciliazione, al fine di stabilire un trattamento di riservatezza coerente in tutto il paese. La versione dell\’Ohio dello UMA è quasi interamente coincidente con il ddl della Conferenza Nazionale dei Commissari sulle Leggi Uniformi dello Stato (NCCUSL) e l\’Albo degli Avvocati Americani.

Nondimeno il ddl include due previsioni aggiunte per affrontare alcune problematiche locali, riguardanti i requisiti delle relazioni e riguardo l’impatto che il rappresentante di una parte potrebbe avere sulla conciliazione. Pruett ha detto che queste previsioni non altereranno l\’uniformità  del ddl allo UMA. Esso difatti autorizza le parti a portare un rappresentante, legale o meno, con loro nella conciliazione.

I conciliatori hanno, tuttavia, espresso la preoccupazione che tale rappresentante potrebbe influenzare negativamente la conciliazione, perciò è stata aggiunta una formula che permette al conciliatore di abbandonare il procedimento in qualsiasi momento, qualora si sentisse a disagio per la presenza di una terza parte. La formula aggiunta è una di “buon senso”, che “bilancia le preoccupazioni dei conciliatori ma non cambia l\’approccio di altri conciliatori”.

Weisenberg ha detto che la seconda previsione aggiunta, affronta la questione dei tentativi di una parte – in un successivo procedimento legale – di penetrare il diritto alla riservatezza per accedere ad informazioni relative ad una violazione. Ha inoltre aggiunto che la norma prevede che, se un tribunale o un arbitro, dopo aver condotto un\’udienza a porte chiuse, decida che l\’informazione non sia altrimenti conoscibile e che la rivelazione sia necessaria a prevenire un\’ingiustizia manifesta, solo allora il diritto può essere superato.

La legge comprende anche una previsione opzionale per gli Stati, che aiuterebbe i conciliatori a condurre conciliazioni imparziali, a meno che le parti concordano altrimenti dopo che il conciliatore abbia rivelato eventuali conflitti di interessi. Secondo Pruett quindi una previsione non-sostanziale nella legge, ritarderebbe l\’entrata in vigore di sei mesi. Tale previsione è stata inclusa a causa di forti interessi dall\’Albo di Stato, dalla sezione di Risoluzione delle Controversie, e da altri che avevano l\’interesse di fornire al procedimento di conciliazione un approccio coerente che riflettesse lo statuto.

Weisenberg, dal suo canto, sostiene che un ritardo di sei mesi permetterebbe un migliore studio ed una maggiore preparazione utile a prevenire i problemi legati alla sua applicazione. Riguardo al grande impatto che l\’approvazione dello Uniform Mediation Act potrebbe avere in Ohio, Weisenberg ha detto “quando i grandi Stati applicano i Codici Uniformi, ciò può servire da modello per altri Stati”. Anche Pruett spera che il passaggio possa dare uno stimolo all\’approvazione del Codice altrove. Il Codice è difatti già  legge in Illinois, Nebraska ed è momentaneamente al vaglio nello stato di New York, nel Vermont, Massachusetts e nel Distretto di Colombia.

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