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27 giugno 2005

La conciliazione trasformativa: ripassando le basi

di Redazione MondoADR
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Gli ultimi dieci anni sono stati significativi: anni di formazione per la conciliazione trasformativa. Solo 10 anni fa questo approccio ha avuto un nome, con la pubblicazione de La Promessa della Conciliazione di Robert A. Baruch Bush and Joseph P. Folger (rivista nel 2005). Nel corso di questi dieci anni, molti negli Stati Uniti, in Europa ed in Giappone, hanno aiutato lo sviluppo e la comprensione del modello trasformativo. I risultati di questi sforzi sono riportati nella versione modificata.

I conciliatori hanno la reputazione di spostare i mobili. Molti non possono sedersi a cena in un ristorante senza riorganizzare la sistemazione dei tavoli e delle sedie. Nella stanza della conciliazione la disposizione del tavolo e delle sedie è importante. Stranamente e sorprendentemente, non siamo tutti d\’accordo.

È giusto che una parte stia seduta vicino al muro quando tutti gli altri sono seduti intorno al tavolo? Cosa fare quando una parte vuole esporre il proprio punto di vista stando in piedi o sedendo a terra? Intere conciliazioni hanno avuto luogo con gente in piedi o seduta sui tavoli. Quando il conciliatore è trasformativo è una loro scelta.

La disposizione della stanza è importante anche per le esercitazioni ed i gruppi di lavoro e dice qualcosa su come ognuno vede il proprio ruolo.

Le conferenze rappresentano sempre un\’ottima opportunità  di stabilire relazioni interpersonali con altri conciliatori e di tornare sempre con nuove idee ed informazioni.

La prima Conferenza Nazionale sulla Conciliazione Trasformativa, dello scorso novembre, ha sottolineato l’importanza di ritornare alle basi. È stata ribadita l\’importanza della disposizione della stanza. La prima mattina, i convegnisti erano ammaliati dalla musica da camera suonata dal vivo durante la colazione, ma una volta entrati nella sala centrale, allestita per la sessione plenaria, alcuni hanno avvertito un senso di confusione generata dalla sistemazione delle sedie. E\’ difficile creare un cerchio di discussione per più di 300 persone, ma ecco come appariva la situazione: un cerchio modificato una sistemazione ad “U” che implicava che fossero tutti lì per parlare gli uni con gli altri – non per ricevere una lezione. Tutto questo comunicava la novità  nel mondo delle conferenze, e così è stato. E\’ stato un inizio incredibile e lo sono stati i tre giorni successivi.

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