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27 giugno 2005

11 settembre 2001 e procedure di risoluzione alternativa di controversie

di Redazione MondoADR
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Quale è lo stato attuale del contenzioso sorto dalla vicenda dell’11 Settembre 2001?
La maggior parte è stata risarcita attraverso un Fondo Federale appositamente istituito e gestito dallo special master Kenneth Feinberg. Solo 70 – 75 persone tra vittime e familiari delle vittime non hanno accettato la proposta del Fondo Federale e hanno deciso di fare causa.

Un altro ambito è costituito da un paio di azioni collettive per conto di 5.000 – 6.000 individui contro Enti Stranieri e banche, accusati di essere stati sostenitori e finanziatori dei terroristi e negligenti nella gestione di tale ruolo oppure di aver violato il Patriots Act.

Feinberg (recentemente in Italia, a Rimini, in occasione del convegno “Azioni collettive, risarcimento del danno e conciliazioni di massa”) riferisce che l’esperienza di lavoro con le vittime dell’11 Settembre ha avuto un grosso effetto sulla sua personalità . Lei ritiene di aver avuto la stessa esperienza ?
Certamente sì e per questo c’è un gran rispetto per quello che Feinberg ed il suo gruppo hanno fatto. Nessun altro prima aveva provato ad istituire un fondo simile, anche se la legge che lo disciplinava non era equa nei riguardi di determinate categorie di persone.

Ad ogni modo, i familiari delle vittime hanno avuto l’opportunità  di ascoltare alcune registrazioni provenienti dalle “scatole nere”degli aerei, descrivendo cosa hanno ascoltato e le conseguenze emozionali che questo ha avuto su di loro.

Per avere un’idea più precisa su cosa sia accaduto, abbiamo consultato il “Manuale di Formazione di Al-Qaeda”a nostra disposizione, notando che viene consigliato di: colpire velocemente, tagliare la gola, creare panico, creare quanta più paura possibile, il tutto per ottenere il controllo della situazione. Questo era lo scopo.

I familiari che hanno ascoltato le registrazioni possono riferire esattamente cosa sia successo: le vittime sono state in volo dai 23 ai 45 minuti, essendo consapevoli che quello era un dirottamento ed una missione suicida.

Pertanto, è facile comprendere come sia difficile valutare quale siano stati il reale dolore e la reale sofferenza. Noi definiamo quei momenti come il “Tempo del Terrore”per ciascuno dei soggetti coinvolti.

Con riferimento all’ADR, quali fattori tiene in considerazione nel caso in cui debba scegliere se ricorrere o meno alla mediazione o all’arbitrato ?
Quando si ha davanti un avversario che si è comportato sempre correttamente, allora la conciliazione è la soluzione corretta, in quanto entrambi siamo a conoscenza di avere un problema reciproco che ognuno di noi può risolvere all’altro. E’ questa la condizione favorevole per ricorrere alla conciliazione.
Nel caso in cui si verifichi la situazione in cui ciascuna parte non considera l’esistenza dell’altra o neghi i suoi diritti, non vi è terreno fertile per l’utilizzo dell’ADR.

 

Come membro del comitato esecutivo del trust che gestisce i fondi come quello istituito per il risarcimento delle vittime dell’11 Settembre, quale tipo di aspettative si pone nella realizzazione di progetti di ADR ?
L’obiettivo principale è quello di gestire in modo efficiente tali progetti. Non c’è scelta tra il litigare o il negoziare, poichè la negoziazione è al centro di ogni progetto; l’unica scelta da fare è tra una mediazione a carattere paritario tra le parti oppure un arbitrato dall’esito vincolante.
Quello che si tenta di fare attraverso l’attività  svolta dal trust è di garantire un procedimento equilibrato ed efficiente che conduca rapidamente ad una soluzione.

Quali sono le qualità  personali di contrattazione che utilizza per strutturare una transazione ?
Ritengo che ognuno impari dalla propria esperienza, anche se ci sono quattro o cinque cose che tengo bene a mente.
1.
Occorre essere dei buoni ascoltatori, poichè bisogna capire cosa la controparte dice e cosa non dice, cercando di cogliere quale sia il suo reale problema. Non ci si deve limitare ad una singola tecnica di negoziazione, ma si devono utilizzare tutti gli strumenti di cui siamo a conoscenza per giungere al miglior risultato.
Quando mi trovo in un meeting programmato per una negoziazione, cerco di assicurarmi di uscirne sempre con qualche risultato.
2. Occorre sempre essere preparati e sapere ciò che si vuole. Bisogna formulare un piano.
3. Occorre condurre una negoziazione in modo professionale, mantenendo un atteggiamento umile, ma senza mostrare debolezze.
4. Occorre sempre annotare ogni piccolo accordo raggiunto durante la negoziazione, poichè colui che ha gli appunti migliori è generalmente colui che produce la prima bozza di accordo, che è poi quella su cui si basa la definizione della controversia.

Tra i molti ed importanti casi a cui ha lavorato, quale è stato quello di maggior

impatto sulla sua carriera e sulla società  ?

Penso quello relativo al tabacco, in cui erano coinvolti gli Stati e le società  produttrici

di prodotti derivanti dal tabacco. E’ stato molto complesso, in particolare per

l’individuazione della disciplina del singolo Stato, applicabile nell’ambito delle singole

negoziazioni con le società  produttrici più grandi, anche alla luce del fatto che ciascuno

era fermo sulle proprie posizioni.


Personalmente, cosa le piace di più della sua carriera ?
All’inizio della mia carriera, quando svolgevo molta attività  giudiziale, amavo molto avere anche solo la possibilità  di dialogare con una giuria e portarla a decidere in mio favore. Spero di ritornare a svolgere quell’attività .

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